Facebook, anche una task force di dipendenti contro le interferenze in vista delle elezioni Uk

Maggiore trasparenza su quello che gli utenti vedono online, più difese per combattere le interferenze straniere, investimenti per garantire questi principi, compresa una task-force di dipendenti per “assicurare l’integrità delle elezioni sulla piattaforma”. Sono queste le misure che sta prendendo Facebook in vista delle elezioni anticipate del 12 dicembre nel Regno Unito, annunciate in un post ufficiale.
La task-force riunisce dipendenti del Regno Unito, Europa e Stati Uniti “che stanno già lavorando insieme” su temi come minacce, dati, informazioni, questioni legali. Il gruppo di lavoro includerà anche rappresentanti di WhatsApp e Instagram.

Il quartier generale di Facebook a Menlo Park (Foto Ansa – EPA/PETER DaSILVA)

“Man mano che ci avviciniamo alle elezioni queste persone saranno riunite in uno spazio fisico, quello che chiamiamo il nostro centro operativo”, sottolinea Facebook aggiungendo che la task-force “è un ulteriore livello di sicurezza oltre al monitoraggio continuo delle minacce sulla piattaforma che opera 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Proteggere le elezioni è una delle nostre priorità”, osserva il social network.

Nel post dedicato alle elezioni nel Regno Unito, Facebook torna sulla questione già affrontata se consentire o meno gli annunci politici sulla piattaforma, che “rappresentano solo lo 0,5% delle nostre entrate e sono sempre destinati a essere controversi”.
“Riteniamo importante che candidati e politici possano comunicare con i loro elettori, gli annunci politici online sono importanti anche per i nuovi sfidanti. Il nostro approccio è quindi quello di rendere i messaggi politici sulle nostre piattaforme il più trasparente possibile, non di rimuoverli del tutto. Non pensiamo che una società privata debba censurare i politici”, ribadisce il social network. “Questo non vuol dire – aggiunge – che i politici possono dire quello che vogliono, non possono incitare alla violenza e non consentiremo loro di condividere contenuti precedentemente sottoposti a fact checking, come parte del nostro programma di verifica di terze parti. E ovviamente eliminiamo i contenuti che violano le leggi locali. Qui nel Regno Unito, una democrazia aperta con una stampa libera, il discorso politico è sempre stato attentamente esaminato ma non regolamentato”, conclude Facebook ricordando che da tempo “chiede nuove regole per una nuova era di campagne digitali”.

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