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L’escalation di Anzaldi contro la Rai: da fustigatore a taglia risorse

L’escalation di Anzaldi contro la Rai: da fustigatore a taglia risorse. Ecco la sua ultima iniziativa di cui ha dato ampia diffusione sui social:

“In meno di 24 ore la petizione su Change.org [1] per tagliare il canone Rai ha raggiunto il traguardo clamoroso delle 10mila firme! Un successo impressionante per una raccolta firme nata dal basso sui social e in rete.
I vertici Rai e i vertici della politica dovrebbero riflettere. Se l’informazione Rai continua a peggiorare, se il pluralismo non viene rispettato, se i soldi del canone vengono usati per pagare mega stipendi da 4 milioni di euro annui invece che per acquistare i diritti dei grandi eventi sportivi, allora è giusto che i cittadini paghino di meno.
I telespettatori che vogliono informazione, sport, approfondimenti giornalistici devono troppo spesso cercare nelle emittenti commerciali. Alcuni Tg sono diventati veri e propri organi di partito, l’informazione in prima serata è stata smantellata in gran parte e quello che rimane brilla in certi casi solo per cattivo giornalismo e partigianeria.
Intanto il tetto agli stipendi viene aggirato nelle maniere più disparate, a partire dalla moltiplicazione delle produzioni esterne. Insomma: la qualità peggiora, l’offerta diminuisce, ma i cittadini devono comunque pagare la stessa cifra, abbassata a 90 euro nel 2016 grazie al Governo Renzi.
Se le cose vanno avanti così, è giusto pagare ancora meno”.

https://www.change.org/p/l-informazione-rai-peggiora-tagliamo-il-canone-parlamentodellarepubblicaitaliana-tagliamoilcanone?source_location=petitions_browse&fbclid=IwAR00pF1zBdzf_tiNBS-gjQUV60CkGrKHUgGLURZVOzcq31o8msyDDqTKXrY [2]