Rai, M5S deposita proposta di legge per abolizione canone: spinta a qualità e taglio maxi stipendi

La deputata catanese del M5S, Maria Laura Paxia, membro della Commissione Vigilanza Rai, ha depositato oggi alla Camera il testo definitivo sulla sua proposta di legge riguardante l’abolizione del Canone Rai.

“Vorrei smentire le polemiche che si sono sollevate su questa mia proposta con la diffusione di informazioni mirate alla diffusione di notizie false e pretestuose”, ha spiegato la deputata grillina, che nel luglio scorso aveva anticipato l’intenzione dei pentastellati di presentare una proposta per abolire il canone, definendola “una tassa ingiusta”.

. “Qualcuno ha, addirittura, espresso perplessità alla norma, senza nemmeno visionare il mio testo sostenendo che, con l’eliminazione del canone, il servizio pubblico non sarebbe tutelato a dovere. Voglio chiarire tutto ciò ribadendo l’impegno costante per la salvaguardia del servizio pubblico della Rai che, attraverso le nomine d’ispirazione pubblica, oltre che la supervisione dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, continuerebbe a godere a 360 gradi dei propri diritti e delle proprie tutele”, ha chiosato Paxia.

Laura Paxia (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

“La mia proposta punta a modificare i limiti di affollamento pubblicitari della Rai equiparandoli a quelli delle televisioni private. Ritengo giusto che la Rai si adegui e inizi ad essere competitiva. L’intenzione non è quella di privatizzare l’azienda, ma di voler spingere la televisione pubblica a puntare sulla qualità del servizio, non potendo più finanziare i maxi stipendi con i soldi dei cittadini”.

“In più, si vuole modificare il finanziamento del servizio pubblico generale radiotelevisivo, andando a sostituire il Canone con un gettito derivante fino al 40% dall’imposta sui servizi digitali, fino al 20% da una tassa sui ricavi delle emittenti radiofoniche e televisive diverse dalla Rai e fino ad un 10% da una tassa sui ricavi delle emittenti a pagamento, anche analogiche”.

“Ogni anno, ha concluso, spetterebbe al Mise, di concerto col ministero delle Economie e Finanze, stabilire l’ammontare dei fondi pubblici, dell’imposta sui servizi digitali, della tassa sui ricavi delle varie emittenti in misura tale da consentire alla Rai di coprire i costi, più o meno come accede anche in Spagna e in altri contesti internazionali”.

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