Gedi-Gnn: domani sciopero al Piccolo e al Messaggero Veneto. Oggi niente Il Secolo XIX, La Provincia Pavese e Il Tirreno

I poligrafici dei quotidiani Il Piccolo di Trieste e Messaggero Veneto di Udine – appartenenti alla catena GNN di proprietà del gruppo GEDI – hanno proclamato uno sciopero per domani, sabato 16 novembre, per protestare contro l’annunciato piano di tagli che prevede 121 esuberi e l’accorpamento a Torino delle attività tipografica e di parte di quelle amministrative di tutti i quotidiani del gruppo. Allo sciopero, ha annunciato l’Assostampa del Friuli Venezia Giulia, prenderanno parte anche i giornalisti delle due testate. Di conseguenza, Il Piccolo e il Messaggero Veneto non saranno in edicola domenica 17 novembre, e sabato 16 i siti internet delle testate non saranno aggiornati.
Lo sciopero segue quelli proclamati ieri, 14 novembre, dei poligrafici del Secolo XIX, delTirreno e della Provincia Pavese, che hanno impedito l’uscita in edicola dell’edizione di oggi dei tre quotidiani.

Riportiamo di seguito il comunicato di oggi dei sindacati dei poligrafici del Friuli Venezia Giulia, e quelli dei 14 novembre dei Cdr dei quotidiani del gruppo GEDI-GNN.

Segreterie regionali FVG Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcm-Uil: “Il piano è un duro attacco ai quotidiani del territorio”
Il Gruppo Editoriale (Gedi) ha illustrato in data 13 novembre ’19 il piano di ristrutturazione delle attività poligrafiche che prevede il trasferimento a Torino di alcune attività di tipografia. Pesante il contraccolpo nella nostra Regione con 24 esuberi di cui 12 presso il quotidiano “Il Piccolo” e 10 al Messaggero Veneto.
La Manzoni & C, storica concessionaria di pubblicità di proprietà di Gedi, chiude le filiali sparse sul territorio nazionale trasferendo tutte le attività presso la sede di Milano. A Trieste sono 7 i lavoratori coinvolti.
Per il nostro territorio si tratta di un numero rilevante di addetti con una grave ricaduta occupazionale e di professionalità in un settore che necessità di politiche di sostegno alla trasformazione in atto.
Dopo la dichiarazione dello stato di agitazione da parte delle segreterie nazionali Slc-cgil, Fistel-cisl e Uilcom-uil, le Ooss locali intendono mettere in campo tutte le azioni necessarie per la salvaguardia dei posti di lavoro coinvolgendo le istituzioni per affrontare la vertenza nelle sedi più idonee.
Il piano di riorganizzazione è un duro attacco ai quotidiani del territorio e all’informazione locale, in un settore dove i lavoratori sono già stati pesantemente colpiti dalle precedenti riorganizzazioni.
Per queste ragioni viene proclamato uno sciopero per l’intero turno di lavoro di sabato 16 novembre ’19 per i lavoratori poligrafici del quotidiano “Il Piccolo” di Trieste e del “Messaggero Veneto” di Udine (impedendo così l’uscita in edicola domenica 17 – ndr).

Cdr della Provincia Pavese: “Taglio orizzontale semplicemente inaccettabile”
I giornalisti della Provincia Pavese hanno indetto una giornata di sciopero. Il giornale non sarà in edicola venerdì 15 e il sito internet non verrà aggiornato fino a venerdì mattina. Il gruppo Gedi News Network (proprietario di 15 testate, tra cui la nostra) ha annunciato ieri mercoledì 13 novembre un piano che prevede il licenziamento di 121 lavoratori poligrafici (personale non giornalistico).
La ricaduta sulla nostra testata prevede la chiusura dell’area servizi dal primo gennaio 2020 con il licenziamento di 7 poligrafici su 7, persone che hanno lavorato per anni al nostro fianco. Ciò significa che la Provincia Pavese non avrà più un servizio di portineria, accoglienza e centralino. I giornalisti vedranno molto limitate le possibilità di intervento sulle pagine, sull’archiviazione delle fotografie e sull’organizzazione di eventi per la comunità dei lettori. In generale, non saremo in grado di garantire lo stesso livello di qualità.
Siamo consapevoli della difficoltà di mercato, ma facciamo notare che la Provincia Pavese è da sempre in utile e non ha mai dichiarato stati di crisi, eppure ha subito pesanti tagli di personale giornalistico e poligrafico. Un taglio orizzontale come è stato deciso dai vertici di Torino è semplicemente inaccettabile. Per altro, la decisione annunciata è in aperta contraddizione con quanto ci è stato spiegato solo pochi mesi fa dai vertici. I giornalisti chiedono un incontro immediato all’azienda perché chiarisca come intende gestire un giornale dopo aver fatto tagli di questo tipo.

Cdr de La Stampa: “Grande preoccupazione per la ristrutturazione prospettata dall’azienda”
Il gruppo Gedi ha presentato un piano di ristrutturazione del lavoro poligrafico che riguarda la divisione Gnn (La Stampa, Secolo XIX e altre 13 testate locali). I giornalisti de La Stampa esprimono grande preoccupazione per lo scenario prospettato dall’azienda, che prevede 121 esuberi. Il piano – che giunge in un clima già di forte incertezza sul futuro asset societario di Gedi e in presenza di ulteriori richieste di contenimento dei costi senza iniziative di rilancio – coinvolge inevitabilmente e con conseguenze negative anche il lavoro giornalistico. A rischio, nell’immediato futuro, la qualità dei prodotti editoriali e dell’informazione. In particolare La Stampa – che a Torino ha già perso i correttori e subito tagli all’archivio e al centralino – avrà altri 12 esuberi strutturali, scelta che colpirà tutte le redazioni distaccate, le quali perderanno il supporto dei poligrafici, e per quanto riguarda Roma azzererà anche la segreteria, di fatto intaccando l’operatività di tutte le sedi.
I giornalisti de La Stampa esprimono solidarietà ai poligrafici e appoggeranno le iniziative promosse dai colleghi a sostegno dell’occupazione.

Cdr de Il Secolo XIX: “Al fianco dei poligrafici nelle iniziative che decideranno di intraprendere”
I giornalisti de Il Secolo XIX, dopo aver appreso i contenuti del piano di riorganizzazione dei lavoratori poligrafici di Gnn – controllata del gruppo Gedi di cui il Decimonono fa parte -, che per il nostro giornale prevedono un esubero di 27 lavoratori su 38, ritengono che ancora una volta l’azienda abbia deciso di far pagare la crisi del settore ai propri lavoratori. Il piano presentato dall’azienda rappresenta un ulteriore e grave impoverimento della testata e degli altri giornali del gruppo. Da anni, infatti, giornalisti e poligrafici de Il Secolo XIX sono chiamati ad affrontare con responsabilità tagli e sacrifici pur di tutelare la qualità dell’informazione e del prodotto, l’indipendenza della testata e il ruolo che questo giornale ricopre nel panorama dell’informazione nazionale grazie anche al forte radicamento sul territorio. Domani (15 novembre, ndr) il Secolo XIX non sarà in edicola per lo sciopero dichiarato dal personale poligrafico: i giornalisti de Il Secolo XIX appoggeranno i poligrafici nelle iniziative che decideranno di intraprendere a difesa dei posti di lavoro e del giornale.

Cdr del Tirreno: “Ulteriore grande impoverimento della testata”
Il Cdr del Tirreno, dopo aver appreso i contenuti del piano di riorganizzazione dei poligrafici di Gnn, che per il nostro giornale prevedono un esubero di 30 unità, ritiene che ancora una volta si sia deciso di far pagare la crisi del settore ai lavoratori. Il piano rappresenta un ulteriore grave impoverimento della testata, che si aggiunge alla chiusura avvenuta appena un anno fa del centro stampa di Livorno. Per questo motivo il Cdr appoggerà i poligrafici nelle iniziative che decideranno di intraprendere a difesa dei posti di lavoro e del Tirreno.

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