Manageritalia a congresso lancia l’impegno dei dirigenti anche fuori dalle aziende per fermare il declino del Paese e riformare vecchie regole 

Il presidente di Manageritalia Guido Carella ha aperto il Congresso dell’associazione, che rappresenta dal 1945 a livello contrattuale i dirigenti del terziario privato e dal 2003 associa anche a quadri e executive professionale,  tenutosi ieri a Milano davanti a quasi 400 manager di tutt’Italia e a  vari ospiti tra cui l’ex ministra Elsa Fornero, Tito Boeri, economista ed presidente dell’Inps, e Maurizio Sacconi ex ministro del lavoro.

Toni molto preoccupati hanno segnato tutti gli interventi a partire da quello di Carella che ha fatto uno scenario del panorama delle grandi imprese, citando gli esempi di  Alitalia e dell’ex Ilva ancora per poco Arcelor Mittal, che rivela una gestione  propagandistica e poco chiara per non parlare  di comportamenti astratti o delle improvvise marce indietro, come per i recenti casi di tassazione sulle auto aziendali, sulle merendine o sulla flat tax (…) che hanno un costo di immagine, di incertezza nel mondo delle imprese, della finanza e soprattutto nella vita dei cittadini”, ha sottolineato Carella.

Ma Manageritalia non molla e celebra il suo Congresso rivendicando il diritto-dovere dei dirigenti di aiutare il Paese a guardare avanti, a progettare l’innovazione e lo sviluppo. “Un ruolo da svolgere anche fuori dalle aziende, dialogando a livello nazionale e nei territori con politica, istituzioni, business community e società. Le idee dei manager, i progetti e le azioni devono essere a favore di tutti” .

  Tito Boeri e Elsa Fornero hanno preso sul serio le parole del presidente Carella e hanno fatto proposte per coinvolgere i manager come attori sociali del cambiamento.

“L’Ilva – ha detto Boeri – è l’ultimo sintomo di un declino economico e demografico che si trascina da molto tempo. Abbiamo smesso di pensare al futuro e programmare e per crescere dobbiamo recuperare il gap demografico di un paese che sa solo invecchiare. Dobbiamo favorire le nascite, favorire l’immigrazione e calmierare o garantirci un ritorno dalle troppe fughe per sempre di giovani e cervelli. Abbiamo anche bisogno dei manager sia nel privato, che nel pubblico, che sono determinati per far crescere le aziende. Manager scelti per merito e non per fedeltà o appartenenza”.

Altrettanto chiara Elsa Fornero nel dire che “Fin che non smetteremo di pensare al welfare solo come aspetto previdenziale  e non lo considereremo nella sua globalità, fatta anche di politiche per la famiglia, per i giovani, per le donne … di formazione e tanto altro non potremo avere un welfare che agevoli e supporti i cambiamenti in atto nella vita e nel lavoro. I manager sono molto importanti, bisogna che sempre più imprenditori li introducano nelle loro aziende per gestirle insieme e far competere il nostro paese, che le imprese aumentino, anche nelle dimensioni, e che abbiano possibilità di fare piani strategici ed essere competitivi”

 Donatella Prampolini, vicepresidente Confcommercio ha ribadito il bisogno di manager che portino le aziende ad innovare. In questo senso anche il contratto dirigenti del terziario, che Confcommercio gestisce da anni con Manageritalia, è determinante per aiutare l’imprenditore a instaurare velocemente un rapporto di fiducia con il manager, alla luce di regole certe, snelle e riconosciute”

Nelle due tavole sono intervenuti  tra gli altri Maurizio Sacconi, Christian Gambarelli segretario generale Fim Cisl Milano Metropoli (intervenuto in sostituzione di Marco Bentivogli, bloccato a Roma dagli incontri con Accelor Mittal), e Stefano Passerini direttore area sindacale Assolombarda.

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