Rai, Patuanelli (Mise): razionalizzazione costi per ridurre canone; nomine con merito; con newsroom rischio omologazione

“Il passaggio del canone alla bollettazione per la riduzione al minimo dell’evasione e quindi per
l’incremento del gettito deve portare ad una riflessione, nell’ottica della riorganizzazione della Rai, della razionalizzazione dei costi e della riduzione dei costi, sulla riduzione del canone partendo dalle fasce più deboli della popolazione. Un ragionamento sulla riduzione del canone che deve essere fatto dopo che ci sarà una razionalizzazione dei costi”. Lo ha detto durante l’audizione in Commissione di Vigilanza Rai il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, aggiungendo: “Penso di poter esprimere una posizione che è quella del governo”.

“Credo, però – ha rimarcato Patuanelli – che la posizione del governo dovrà tener conto dei percorsi parlamentari, anche se ogni tanto si fa un po’ di interferenza tra potere legislativo e potere esecutivo, anche per colpa del governo”.

A questo proposito, “penso che sia veramente giunto il momento di dare la possibilità al Parlamento di lavorare su propri disegni di legge e non solo sulla conversione in legge dei decreti dei governi. Provengo
dal ruolo di capogruppo di un’aula parlamentare e credo che sul tema del canone ci debba essere un confronto parlamentare”.

Stefano Patuanelli (Foto ANSA/ETTORE FERRARI)

Passando a parlare della governance Rai e delle nomine, Patuanelli ha detto: “Credo che l’ad debba essere libero di scegliere con criterio meritocratico, insieme al cda, sulle prossime nomine. A guidare queste scelte deve essere il merito, la capacità di valutare, prima di ogni altra questione, l’utilizzo delle risorse umane che la Rai ha, che è un patrimonio ampio. Più capacità interne si mettono a disposizione meglio è”.

RaiPlay non può rimanere un canale per la mera riproposizione di programmi già andati in onda. C’è un percorso in atto, con l’evidente successo del programma di Fiorello anche in relazione all’avvicinamento di un pubblico giovane che la Rai ha perso nel tempo. Credo che questo sia un percorso virtuoso che va monitorato nel tempo”, ha spiegato il ministro Mise.
“E’ fondamentale che ci sia un canale in lingua inglese, che non può essere una mera riproposizione di altre offerte già presenti, ma che consenta una crescita delle capacità del paese di interagire con la comunità internazionale. Le scelte sul canale devono essere improntate a trasparenza. Sulla parte dei costi e delle modalità di realizzazione sarà la commissione paritetica tra Mise e azienda a valutarli”.

“Se si dovesse verificare che non si riescono a raggiungere gli obiettivi – ha proseguito -, certamente ci sarà un intervento che sul canale inglese, come anche sulle nuove direzioni orizzontali previste dal piano industriale. E’ lecito porsi la questione che, con le direzioni orizzontali, si rischi un appiattimento dell’offerta, ma anche su questo sarà la commissione paritetica ad intervenire per evitare che accada questa distorsione che è un obiettivo che la Rai non vuole: l’obiettivo è una razionalizzazione, un efficientamento e la messa a disposizione del maggior numero di informazioni possibile in comune con tutti. Va attivato un canale di confronto continuo con la commissione paritetica”.
“La commissione paritetica – ha sottolineato Patuanelli – non può avere un ruolo marginale. Si è pensato ad incontri almeno bimestrali ma secondo me devono essere più frequenti”.

Nell’intervento del ministro, anche una riflessione sul tema delle aree non raggiunte dal segnale digitale Rai. “Il raggiungimento con il digitale di tutte le utenze è sostanzialmente impossibile. Vanno utilizzati anche altri sistemi come il satellitare. Se si vuole pensare a una contribuzione per l’acquisto di strumenti per la ricezione del segnale satellitare credo sia giusto farlo”. Patuanelli ha spiegato che “c’è un ragionamento in legge di bilancio” e che “anche sullo switch off (per il passaggio al nuovo segnale digitale, ndr) abbiamo stanziato delle risorse e stiamo cercando di ampliare la platea per il contributo” per l’acquisto di nuovi decoder o apparecchi televisivi.

“Credo sia lecito porsi il dubbio che vi  possa essere il rischio di un’unica linea editoriale con la newsroom
unica e di un appiattimento dei format del Servizio Pubblico con le direzioni orizzontali”. Così  Patuanelli ha condiviso la  perplessità manifestata oggi da alcuni parlamentari e dall’intera commissione nell’atto di indirizzo sul piano industriale in merito alla newsroom unificata e alla creazione delle direzioni orizzontali,
inclusa quella dei talk di approfondimento informativo cui l’atto di indirizzo si riferisce in modo specifico.

“E’ giusto che la commissione si ponga il tema e cioè si chieda se la newsroom unica non possa portare ad una bulgarizzazione del servizio informativo. Questo – ha evidenziato Patuanelli – è un punto di
attenzione che anche il Mise ha e che ha trasferito alla commissione paritetica per la valutazione bimestrale di quello che succede, proprio per evitare che accada questo. Sarebbe una distorsione di
questa nuova riorganizzazione e che non è l’obiettivo che la Rai vuole” realizzare.

“Anzi – ha sottolineato Patuanelli – l’obiettivo è quello di razionalizzare sia la capacità di realizzare format, che poi vengono distribuiti su tutti i canali con una organizzazione orizzontale, sia la centralizzazione dei servizi di informazione. Servizi – scandisce il ministro – che non devono essere visti come l’imposizione di una linea unica, ma come una raccolta di fatti che poi vanno raccontati nel servizio informativo. La declinazione con cui si raccontano sarà poi determinato dalle sensibilità delle diverse redazioni che poi
utilizzeranno quelle informazioni uniche. Questo è l’obiettivo e cioè la razionalizzazione, l’efficientamento e la messa a disposizione comune di più informazioni possibili. Ma il rischio segnalato da alcuni colleghi certamente c’è e va attivato quel canale di comunicazione costante tra la commissione paritetica e la Rai”.

(Ver/AdnKronos)

 

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