Giornalisti, Lorusso (Fnsi): serve legge su querele bavaglio. Va protetta la libertà d’informazione

“Al momento contro le querele temerarie c’è una proposta di legge, che ha come primo firmatario al Senato Primo Di Nicola, e una alla Camera di Walter Verini, speriamo possano confluire in un unico provvedimento che possa arrivare al traguardo”. Lo ha detto il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso durante l’incontro organizzato per chiedere l’immediata approvazione di una legge contro le querele bavaglio e le minacce ai cronisti. Avere una legge “sarebbe un bellissimo segnale anche nei confronti di chi pensa si possa fermare una giornalista con una querela bavaglio”, ha aggiunto.

Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Lorusso si è augurato che l’azione meritoria di commissioni e Parlamento per proteggere i giornalisti minacciati (24 sono quelli sotto scorta in italia) “diventi sempre più penetrante. La protezione dei cronisti non ha a che fare solo con diritto del singolo ma con quello dei cittadini ad essere informati”.

In un messaggio inviato all’incontro, Andrea Martella, sottosegretario con delega all’Informazione e all’Editoria, ha comunicato di aver inviato al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, una lettera con la quale viene posta alla sua valutazione dell’Interno “l’opportunità di una convocazione del ‘Centro di coordinamento delle attività di analisi e scambio di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti’. “Dopo gli ultimi episodi verificatisi”, ha evidenziato il sottosegretario, c’è “la necessità di rafforzare la rete di protezione e le tutele per chi, nello svolgere il proprio lavoro, si trova esposto a minacce e intimidazioni”.

Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, ha segnalato che verranno auditi alcuni giornalisti fra i 24 che sono attualmente sotto tutela. “La Commissione uscirà fuori da Palazzo San Macuto e cercherà di ragionare in contesti territorialmente difficili su questi temi”. “Può essere la Campania, il Lazio, la Sicilia o la Calabria, è indifferente perché lì dove la libertà di stampa è minacciata è necessario che la Commissione faccia capire che non si può accettare tutto ciò” ha sottolineato. “Io proporrò che il disegno di legge sulle cosiddette querele temerarie sia il secondo provvedimento ad essere discusso perché il primo deve riguardare la risoluzione del conflitto di interessi. Il problema è la promiscuità che poi diventa complicità e collusione che impedisce che l’osservatore della realtà sia parte terza. Procedere in questo modo tutela la stampa e l’editoria”.

Lorusso ha poi parlato del problema del precariato nel settore. “Servono misure di contrasto. Vorremmo che i precari fossero sempre meno simili ai rider, perché i co.co.co oggi sono i rider di questa professione”. Il precariato, ha aggiunto Lorusso, “è fra le forme subdole di ricatto. Un giornalista che non è libero dal bisogno è meno libero nella sua professione. Ci dovrebbe pensare chi sta pensando di mettere nella Legge di stabilità misure per accompagnare all’uscita i giornalisti dalle redazioni, col rischio che poi vengano sostituiti ricorrendo a giornalisti precari”.

 

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