Gnn: il coordinamento dei Cdr chiede un incontro all’azienda e proclama lo stato di agitazione

Si sono riuniti oggi nella sede romana della Fnsi – presente il segretario generale Raffaele Lorusso – i cdr delle testate Gnn – Gedi News Network per discutere la situazione del gruppo, anche dopo la presentazione del piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 121 su 280 poligrafici. 

Dopo aver espresso solidarietà ai lavoratori poligrafici, il coordinamento chiede di incontrare  i vertici dell’azienda entro il 2 dicembre; dichiara lo stato di agitazione, con lo sciopero delle firme sui giornali in edicola il 23 e il 24 novembre; e affida all’organismo sindacale ulteriori due giorni di sciopero, riservandosi di attuare altre azioni di protesta.

Di seguito il comunicato dei Cdr:

“Il piano di riorganizzazione delle attività poligrafiche impatterà in modo pesante anche sul lavoro dei giornalisti, rendendo impossibili alcune attività.

Per rispondere alla crisi dell’editoria italiana, le aziende del settore hanno finora messo in campo ricette conservative con tagli o fusioni il cui unico obiettivo era quello di realizzare economie di scala, ovvero tagliando costi e, soprattuto, posti di lavoro.
Tali ricette non hanno finora funzionato, non funzioneranno in futuro. Al contrario, hanno dissipato valore per gli azionisti, indebolito le redazioni, ridotto l’autonomia delle singole testate, impoverita l’offerta di informazione destinata ai lettori.

I segnali che arrivano dall’editore sono sconfortanti: nessun serio investimento per potenziare il prodotto giornalistico, nessun piano per aggredire nuovi mercati e valorizzare sulle diverse piattaforme disponibili il lavoro delle redazioni. Anzi, ancora riproposizione di tagli.

Il coordinamento dei Comitati di redazione del gruppo Gedi News Network (Gnn)

1. Chiede un incontro urgente con i vertici dell’azienda entro il giorno 2 dicembre.
2. Dichiara lo stato di agitazione proclamando lo sciopero delle firme sui giornali in edicola sabato 23 e domenica 24 novembre. Misura che si estende anche al web.
3. Approva un pacchetto di due giorni di sciopero e si riserva di attuare altre azioni di protesta”.

 

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