Fnsi disdetta contratto Uspi. Lorusso: firmato solo in 300. Vetere: mossa incomprensibile

Dopo neanche 2 anni dalla sua nascita, l’esperienza del contratto Uspi-Fnsi si avvia a conclusione. Con una lettera inviata al presidente Uspi, Francesco Saverio Vetere a fine ottobre la Fnsi ha disdettato, con 7 mesi in anticipo rispetto alla scadenza di maggio 2020, il contratto siglato nel 2018 per dare una risposta contrattuale alle testate locali e minori e soprattutto all’editoria digitale.

Una decisione a sorpresa, assunta dalla giunta della Federazione guidata da Raffaele Lorusso senza che figurasse neppure all’ordine del giorno della riunione, riferisce chi ha partecipato all’incontro. “Se ne è discusso tra le varie ed eventuali, dopo che la sera precedente la segreteria Fnsi aveva affrontato la questione”, sull’onda dell’insoddisfazione per l’esito di applicazione del contratto e alla luce di problemi di interlocuzione lamentati con l’Uspi, si aggiunge. La decisione è stata approvata dalla giunta con 11 voti a favore, 2 astenuti e 2 contrari.

Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi (Foto Ansa/Fabio Frustaci)

La conferma della marcia indietro sul contratto arriva tranchant dallo stesso Lorusso: “Ci siamo avvalsi di una clausola del contratto che prevede la disdetta almeno 4 mesi prima della scadenza naturale, e abbiamo comunicato la nostra intenzione con 7 mesi di anticipo. Il motivo è semplice – spiega Lorusso -: non abbiamo avuto la risposta che ci aspettavamo sull’applicazione di tale contratto, in particolare sull’online. Uspi si è accreditata come rappresentativa di una realtà, quella online appunto, senza averne i numeri. Serve riavviare una fase di contrattazione riaprendo il tavolo e invitando anche altre associazioni che lavorano effettivamente nell’online. Mi riferisco in particolare all’Anso”.

“Siamo indispettiti, e a livello personale sono anche fortemente deluso e dispiaciuto. E’ stato un fulmine a ciel sereno, una mossa prematura, brutale nei tempi e nei modi, che ha bloccato tutto e che porta molto scompiglio e diffidenza nel settore, cosa di cui non si sentiva proprio bisogno” commenta Vetere che dopo aver ricevuto la lettera, in cui non si fa alcun accenno ai motivi della disdetta e soprattutto alle intenzioni sul riavvio della contrattazione, non ha avuto alcun confronto con l’Fnsi. “Non ne abbiamo mai parlato con Lorusso, è questo che trovo sconcertante” aggiunge. E infatti oggi il consiglio di presidenza dell’Uspi si è riunito ed ha deciso di chiedere un incontro “per sentire le motivazioni della disdetta e le proposte” della federazione, senza conoscere, come conferma Vetere, le intenzioni di Lorusso.

Il segretario generale Uspi Francesco Saverio Vetere

Sulle quali il presidente Fnsi, interpellato da Primaonline, non fa mistero: “Calcoliamo che siano circa 300 i contratti Uspi-Fnsi siglati in questo anno e mezzo, un numero deludente, vediamo che il mondo dell’online è molto più affollato. Serve un contratto che faccia emergere il lavoro nero. Serve una nuova fase di contrattazione, che affronti tanto il coté normativo, quanto quello economico” precisa il presidente Fnsi.

Per l’Uspi e in particolare per il presidente Vetere, che molto si è speso in passato per far accettare il contratto ad alcuni dei suoi associati, si tratta di una tegola in testa in piena regola. Senza contare che sulla rappresentatività dell’Uspi non accetta lezioni, ricordando tra i suoi associati Fanpage, Citynews, The Post Internationale, Qui News Toscana, Mornews. “Anche Open di Mentana applica il contratto Uspi-Fnsi pur non essendo un nostro iscritto” aggiunge.

Interpellato sul merito del contratto prosegue: “Personalmente continuo a considerarlo un buon contratto, sia per i giornalisti sia per gli editori. L’ho firmato l’anno scorso fermamente convinto e non me ne pento. E’ una cosa buona, certamente migliorabile, ma non è una cosa buona ‘comunque’. Ho sempre detto di essere aperto a miglioramenti ma sempre restando nell’ambito di un contratto strutturato bene, capace di intercettare il settore online che sta crescendo, economicamente sostenibile e con spazi di apertura verso le nuove aziende online. Personalmente non l’avrei disdetto ora ma avrei aspettato 2-3 anni per fare delle verifiche” osserva Vetere. Che sul bilancio negativo del contratto dissente: “I 300 nuovi contratti si aggiungono ai 180 contratti siglati sulla base dell’accordo contrattuale, sempre tra Uspi e Fnsi, siglato nel 2010, che essendo più favorevole ai giornalisti non è stato assorbito dal nuovo contratto. Parliamo di circa 500 persone regolarizzate e stabilizzate”. “Piuttosto – aggiunge – disdettare in questo modo il contratto significa lasciare senza tutele tutti coloro che l’hanno sottoscritto, non mi sembra un gran risultato”.

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