Mediaset, soci convocati per le modifiche alla statuto su Mfe. Assemblea straordinaria il 10 gennaio

Il Cda di Mediaset ha formalizzato la disponibilità a cambiare le parti dello statuto di Mfe che potrebbero essere ritenute penalizzanti per le minoranze e ha convocato l’assemblea straordinaria il 10 gennaio prossimo. La mossa è anche in vista dell”udienza’ imminente di fronte al giudice del Tribunale di Milano Elena Riva Crugnola dove si cercherà una complessa conciliazione sui ricorsi di Vivendi e Simon contro l’assemblea di Mediaset di settembre che ha avviato la nascita della holding olandese MediaforEurope.

Il Cda del Biscione “ha preso atto – si legge in un nota di Mediaset – del fatto che il tentativo di conciliazione” con Vivendi e Simon “non ha, allo stato, dato esiti positivi. Il progetto Mfe è confermato e procede” e la fusione con la controllata spagnola che rappresenta la base del progetto per Mediaset “è una priorità”. “Su di essa, infatti, si basa il progetto di creare un gruppo pan-europeo nel settore dell’entertainment e dei media, con una posizione di leadership nei propri mercati di riferimento e una scala che gli permetta di essere maggiormente competitivo e aumentare potenzialmente il proprio raggio di azione ad altre nazioni in Europa”, spiega il Biscione, il cui Cda “pur ritenendo che ciascuna delle clausole dello statuto sociale di Mfe e dei connessi termini e condizioni delle azioni a voto speciale sia legittima e rispondente a un interesse specifico delle società partecipanti alla fusione, ha ritenuto che una pronta realizzazione prevalga sulle sue singole componenti. Per questo ha accolto le indicazioni formulate nell’ambito del tentativo di conciliazione giudiziale, e convocato una assemblea straordinaria per il 10 gennaio 2020 cui proporre sia l’approvazione di specifiche modifiche della proposta di statuto e dei termini e condizioni suggerite in tale contesto, sia ulteriori variazioni volte a conformare specifici aspetti della governance alla best practice”.

Il Cda di Mediaset “auspica che un tale modo di procedere possa incontrare, nell’esclusivo interesse della società e di tutti i suoi stakeholders, il consenso anche di quegli azionisti che, finora, hanno ritenuto di opporsi al progetto in ogni sede”.

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