Contratto Uspi-Fnsi. Vetere, ok trattative per rinnovo. Aperti a richiesta adesione Anso

“Stamattina abbiamo risposto al segretario generale dell’Fnsi, Raffaele Lorusso con una lettera in cui dichiariamo la piena disponibilità Uspi ad iniziare le trattative per il rinnovo del contratto Uspi-Fnsi, e chiediamo di fissare un primo incontro”. E’ quanto dichiara il presidente dell’Uspi, Francesco Saverio Vetere, in merito alla disdetta del contratto Uspi-Fnsi formalizzata dalla Federazione. E sulla volontà espressa da Lorusso di aprire un tavolo con altre associazioni, a partire dall’Anso, l’Associazione nazionale stampa online, aggiunge: “Per quanto ci riguarda non vedo problemi. Poichè si tratta di un rinnovo, le trattative le fa l’Uspi, se poi qualcuno ci chiede di aderire non ho nulla in contrario, non chiudo le porte a nessuno. Del resto Anso, presente soprattutto nel micronline, mi risulta applichi già tanto il vecchio accordo contrattuale, quanto il nuovo contratto Uspi-Fnsi”.

Il giorno dopo le dichiarazioni del segretario Lorusso sui motivi della disdetta e le critiche per l’impatto inferiore alle attese del contratto Uspi-Fnsi siglato nel maggio del 2018, Vetere ci tiene a fare alcune precisazioni. “Ognuno può fare e pensare quello che vuole, ma sostenere che Uspi non sia rappresentativa del settore online non è accettabile. Non voglio replicare a nessuno, preferisco far parlare i dati: ad esempio quelli certificati di Comscore di settembre 2019 sui numeri e sul traffico degli accessi online nel settore media, da cui risulta che l’88,9% degli utenti utilizza, non in esclusiva, prodotti Uspi”.

Tabella Comscore

“Anche sostenere che l’adesione al contratto sia stata deludente è opinabile – aggiunge Vetere -. Se per Fnsi 300 nuovi contratti firmati in un anno e mezzo, che si aggiungono ai circa 180 siglati precedentemente in base all’accordo contrattuale Uspi-Fnsi del 2010, sono pochi, significa non avere l’idea del mondo cui ci si riferisce. Ricordo poi che nel 2000 la Federazione firmò il contratto con Aeranti-Corallo per le radio e tv locali. Anche in quel caso, ma in una situazione di mercato e occupazionale del tutto diversa, cioè nettamente più favorevole di quella attuale, nel primo anno e mezzo si registrarono circa 300 contratti. Allora Fnsi decise però, e giustamente, di proseguire e lasciar crescere questo strumento, che vive non a caso ancora oggi. Per l’applicazione di un nuovo contratto serve tempo, conoscenza da parte del settore: quello dell’editoria tradizionalmente è conservatore e spaventato dalle novità. Io mi sono molto impegnato, ma sono stato lasciato solo, non ho avuto alcun appoggio da Fnsi”.

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