Una notizia sbagliata nella lotta all’ultimo budget

Ieri pomeriggio abbiamo pubblicato la notizia della  probabile uscita dal gruppo Dentsu Aegis Network di Marco Caradonna, ad di Carat, e di  Umberto Bottesini  che sono stati tra i fondatori di Simple Agency, “Brillante realtà digitale acquisita da DAN nel luglio del 2013, uno dei motori della crescita del gruppo negli ultimi anni in Italia, determinante per la vittoria di alcuni pitch chiave proprio grazie alle spiccate professionalità sul terreno del performance marketing”.

“Dopo sei anni, a quanto pare, i due vogliono tornare a fare gli imprenditori” era l’ipotetica spiegazione di questa scelta. “Primo approdo naturale, intanto, sarebbe Rolling Pandas, vivace start up fondata da Andrea Spaggiari, propostosi come marketplace in grado di rivoluzionare il mondo dei viaggi, di cui i due manager sono dall’avvio angel investor. I manager in uscita, in particolare, saranno tra i relatori di un incontro con i grandi clienti e partner che Rolling Pandas ha pianificato per il 28 novembre a Milano”.
Prima di pubblicare la notizia che trovava conferme nel mondo della pubblicità milanese, si è cercato di controllarla con il ceo e chairman di DAN, Paolo Stucchi, due Whatsapp senza risposta.
Alle 20 arrivano sul mio indirizzo Whatsapp due messaggi di smentite da parte della responsabile comunicazione di DAN, Laura Rosati, e del dr Marco Caradonna che ci invita a togliere la notizia dal sito, cosa avvenuta, e di chiamarlo.
Non sapendo nulla della questione dico a Emanuele Bruno, che aveva scritto la notizia, di parlare con Caradonna che gli smentisce la storia, avvalorando l’impossibilità che lui lasci DAN  essendoci tempo prima della fine dell’accordo di non concorrenza.
Caradonna non aspetta smentite o correzioni su Primaonline e racconta indignato la sua storia su Facebook con un seguito di sostenitori che abbaiano contro Prima gossipara.
Nell’ articolo sul futuro del dottor Caradonna e del dottor Bottesini non c’era nessun malanimo, ma un certo entusiasmo di Emanuele Bruno di fronte al coraggio di due protagonisti di successo della pubblicità, di rimettersi a fare gli imprenditori lasciando un colosso come DAN.
La notizia considerata però in modo meno ingenuo poteva avere un risvolto velenoso: infatti fatta girare in un momento di molte gare aperte avrebbe potuto creare un effetto destabilizzante per le sigle in pista per DAN. E così si capisce l’irritazione di Caradonna (ma non gli attacchi su Fb).

Ecco la storia di una  notizia sbagliata che speriamo non crei danni a nessuno. E che ci insegna, a noi che verifichiamo fino all’ultima virgola, di lasciare perdere il mondo della pubblicita’ quando non ci sono tutte le garanzia di trasparenza. Che disgraziatamente succede molto spesso. E un consiglio: quando Emanuele Bruno chiede conferme a una notizia meglio rispondere anche con un semplice “NO” .

Alessandra Ravetta
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