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Kretinsky (Eph): consolidare nella tv generalista? Più logico farlo nella stampa che ha bisogno di soluzioni tech

“Prosieben è una grande azienda leader nella televisione in Germania e genera valori economici rilevanti. L’ingresso ci dà la possibilità di entrare in relazione più stretta e di pensare a che cosa fare in futuro. Ora però non è ancora il momento di decisioni: siamo contenti di essere lì, il management ha una buona visione e noi vogliamo cooperare con ogni azionista per il futuro di Prosieben [1]“, come Mediaset che è salita al 15%.

Lo afferma in un’intervista all’Economia del Corriere della Sera [2] Daniel Kretinsky, numero uno di Eph, sesto produttore di elettricità europeo, che di recente ha effettuato vari investimenti in Europa. Kretinsky non commenta i contatti con Mediaset che “in Prosieben ha una quota elevata ma credo che per ora abbia priorità diverse e debba vedere che cosa succede nelle discussioni in corso con Vivendi”.

Daniel Kretinsky (Foto Ansa – EPA/MATEJ DIVIZNA)

Il top manager non crede “che nel general broadcasting, a differenza dello streaming, un consolidamento sia così importante, perché darebbe benefici limitati visto che tra nazioni diverse le sinergie sono ridotte. Un fatto che non ha nulla a che fare con la posizione di Mediaset in Prosieben, che per noi è un azionista competente. Al momento non riporrei troppe speranze in un consolidamento nella tv generalista. Ci sarebbe forse più logica a farlo nella stampa. Non mi riferisco ai contenuti della carta stampata, ma al fatto che il settore non è sufficientemente forte per investire nelle tecnologie digitali dalle quali dipende il suo futuro. La stampa è indietro nella capacità di sviluppare le soluzioni tecnologiche che le servirebbero”.

“La questione principale per la stampa, continua il manager che in Francia è azionista di minoranza di le Monde e possiede alcune testate acquisite da Lagardere, “oggi riguarda le nuove regole sulle big tech, che sottraggono valore alle media company. Una ridefinizione è necessaria. Ma l’altra è relativa proprio all’infrastruttura tecnologica che è carente”.

Tra le sue proprietà, Kretinsky annovera anche un club calcistico, lo Sparta Praga, e spesso gli vengono attribuiti appetiti su club italiani come Milan e As Roma ma chiarisce che “investire nel calcio italiano per me sarebbe impossibile” tuttavia “se mai dovessi investire in un altro club sarebbe italiano”, conclude.