Rai, il ministro Boccia: contraddizioni nelle strategie aziendali rispetto alle finalità del canone

“Il lavoro dei giornalisti Rai ha sempre avuto il mio massimo rispetto: le mie critiche non sono mai state rivolte a loro e al loro impagabile lavoro ma alle strategie aziendali e per questo motivo rivendico il diritto di mettere in evidenza le contraddizioni delle strategie aziendali rispetto alle finalità del canone e del servizio pubblico”. E’ quanto tiene a precisare il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, intervenendo a ‘Studio24’ su Rainews.

“Il lavoro straordinario fatto da molti editori locali nel raccontare h24 i momenti più drammatici delle alluvioni a Venezia, così come nel Salento, merita un riconoscimento pubblico e una riflessione seria sul
sostegno al loro lavoro di cronaca, quando diventa servizio pubblico, anche attraverso il completamento della riforma del canone – afferma Boccia – Quelle cronache in diretta e senza sosta sono state fatte sui
rispettivi territori da aziende che fanno grande fatica ad andare avanti, con ragazze e ragazzi straordinari”.

Il ministro replica all’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai: “Non si sforzi di spiegarmi come funziona l’extra gettito connesso al canone, avendo personalmente contribuito in Parlamento a costruire quel meccanismo che doveva essere solo un ponte verso un impegno strutturale; anche perché in passato le tv locali ottenevano più risorse di quelle attuali. L’extra gettito ha solo garantito una quota fissa minima, non la soluzione del problema”.

Francesco Boccia (foto Olycom)

 

Così come, osserva il ministro Boccia, “non possono essere considerate soluzioni definitive le richieste continue di ammortizzatori sociali. Ci sono decine di migliaia di giornalisti precari in Italia e centinaia di aziende editoriali anche della carta stampata che raccontano le storie delle nostre terre fatte da oltre
ottomila campanili e venti regioni e meritano la nostra massima attenzione. Da Roma è facile pontificare, sui territori si toccano con mano i problemi reali e si fanno i conti senza la protezione del canone con un mercato selvaggio imbarbarito dalla raccolta della pubblicità delle multinazionali del web”.

Per Boccia, “nel tempo della società digitale e con la quota di mercato della pubblicità sempre più nelle mani delle over the top, se la Rai con le sue strategie incomprensibili continua a far concorrenza
ai piccoli nella raccolta pubblicitaria e a non essere all’altezza del servizio pubblico, il problema non si risolve con un comunicato; ho rispetto dell’Usigrai e del lavoro straordinario dei giornalisti Rai,
da me mai messi in discussione. Stiamo provando a mettere l’intero mondo dell’editoria italiana di fronte a un bivio: il pluralismo, dalla scala territoriale a quella nazionale, è un valore? Lo tuteliamo con regole nuove e garantendo il lavoro di tutti o si preferisce continuare a fingere che tutto cambierà, così come è avvenuto negli ultimi due decenni?”.

Assicura il ministro degli Affari regionali: “Proteggerò sempre la funzione straordinaria di tutti i giornalisti e degli aspiranti, non solo quelli Rai; peraltro, voglio ribadirlo, mai criticati da me. Ma la politica ha il dovere di occuparsi delle speranze di decine e decine di migliaia di giovani che aspirano a fare uno dei mestieri più nobili del mondo garantendo al nostro Paese, al tempo della società digitale, il massimo del pluralismo sui territori”.

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Classifiche e trend dei quotidiani più diffusi (Ads). A ottobre calo generalizzato

Classifiche e trend dei quotidiani più diffusi (Ads). A ottobre calo generalizzato

Giornalisti: nasce la mutua Casagit Salute

Giornalisti: nasce la mutua Casagit Salute

<strong> 11 dicembre </strong> I Medici chiude calando, sorpresa Salemme. E Atalanta

11 dicembre I Medici chiude calando, sorpresa Salemme. E Atalanta