Bloomberg scende in campo. Il direttore dell’agenzia: non indagheremo su Mike né sui rivali dem

Mike Bloomberg ha rotto gli indugi e domenica scorsa ha annunciato la sua candidatura per le primarie dem, con l’obiettivo di sconfiggere Donald Trump nelle presidenziali 2020. Tra i dieci uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio che supera i 54 miliardi di dollari, la scelta dell’ex sindaco di New York di correre per la Casa Bianca ha subito scatenato le voci sul conflitto di interessi in cui si troverebbe coinvolto.
Bloomberg infatti è proprietario di un impero media, con l’agenzia finanziaria che porta il suo nome come fiore all’occhiello. Secondo i media di oltreoceano il miliardario potrebbe decidere di affidare la gestione delle sue attività a un ‘blind trust’, anche se non è da escludere l’ipotesi vendita. Come ha già fatto intendere lo stesso Bloomberg, che in un’intervista a una stazione radio dell’Iowa lo scorso dicembre ha detto: “Alla mia età, se è possibile vendere potrei farlo. A un certo punto si muore in ogni caso quindi è meglio farlo prima”.

John Micklethwait

In attesa di capire quale sarà il futuro politico di Bloomberg, il direttore dell’agenzia John Micklethwait ha già fatto capire quale sarà la linea editoriale che verrà seguita dai giornalisti durante la campagna elettorale. “Non ha senso tentare di affermare che coprire questa campagna presidenziale sarà facile per una redazione che ha costruito la sua reputazione di indipendenza in parte non scrivendo su noi stessi (e molto raramente sui nostri diretti concorrenti). Nessun precedente candidato era proprietario di un’organizzazione giornalistica di queste dimensioni”, ha spiegato il direttore in una nota mandata allo staff.

“Continueremo la nostra tradizione di non indagare su Mike (e la sua famiglia e fondazione) ed estenderemo la stessa politica ai suoi rivali nelle primarie democratiche”, ha spiegato. Bloomberg news continuerà invece a indagare sull’amministrazione Trump “in quanto governo di oggi”.

Alcuni membri del board editoriale responsabili degli editoriali, come David Shipley e Tim O’Brieninoltre, si prenderanno una pausa per unirsi alla campagna del miliardario.

Micklethwait ha spiegato anche che la redazione di Bloomberg “scriverà praticamente su tutti gli aspetti delle presidenziali più o meno allo stesso modo in cui abbiamo fatto finora”.
“Descriveremo chi sta vincendo e chi sta perdendo. Esamineremo le politiche e le loro conseguenze. Riporteremo sondaggi, intervisteremo i candidati e seguiremo le loro campagne, compresa quella di Mike”, ha aggiunto Micklethwait.
“Abbiamo già incaricato un giornalista di seguire la sua campagna (proprio come quando Mike era sindaco)”. “E in quello che scriveremo, chiariremo che il nostro proprietario è ora un candidato”, ha concluso.

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