Twitter si prepara a cancellare gli account inattivi da più di 6 mesi

Twitter si prepara a eliminare dalla piattaforma gli account inattivi. Il social network ha iniziato ad avvisare via mail le persone che non entrano nel proprio profilo da più di sei mesi. Se non eseguiranno un accesso entro l’11 dicembre, il loro account sarà cancellato, e in seguito il loro nome utente potrà essere assegnato ad altre persone.

Jack Dorsey (Foto Ansa -EPA/JIM LO SCALZO)

“Come parte del nostro impegno a servire la conversazione pubblica, stiamo lavorando per eliminare gli account inattivi, in modo da presentare informazioni più accurate e credibili di cui le persone possano fidarsi”, ha dichiarato un portavoce della compagnia, spiegando che Twitter sta contattando gli utenti inattivi da più di sei mesi “per informarli che i loro account potrebbero essere eliminati in modo permanente a causa della prolungata inattività”.

La decisione ha generato non poche perplessità tra gli utenti. Perplessità che hanno spinto lo stesso social ad intervenire scusandosi per “la confusione e le preoccupazioni generate”.
Twitter ha risposto agli interrogativi degli utenti, in primis quelli relativi ai profili di persone decedute. Su questo tema c’è “una mancanza da parte nostra”, ha ammesso la compagnia, che poi ha precisato: “Non rimuoveremo account inattivi fino a quando non creeremo un nuovo modo per renderli commemorativi”.

Su Twitter manca infatti la possibilità di decidere cosa fare degli account che sopravvivono a chi li ha creati. Facebook, invece, consente agli “eredi” di scegliere se cancellare il profilo del caro estinto oppure di renderlo commemorativo, facendone uno spazio virtuale di raccoglimento.

Twitter ha spiegato anche che l’eliminazione degli account inattivi riguarderà innanzi tutto gli utenti dell’Ue, a causa della necessità di ottemperare al nuovo regolamento sulla privacy (Gdpr). La cancellazione, che è prevista dalle politiche del social, in futuro potrebbe essere estesa ad altri Stati, sia per aderire ad altri regolamenti nazionali, sia per “assicurare l’integrità del servizio”, si legge.

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