La famiglia reale inglese e i problemi con i media

Anche il New York Times si occupa della possibile successione alla Regina Elisabetta. In un lungo articolo, il corrispondente da Londra Mark Ladler ripercorre gli eventi che, nell’ultimo anno, hanno destabilizzato la monarchia e analizza il ruolo sempre più centrale assunto dal principe Carlo.
Non è il 1992, l’anno del divorzio di Carlo e Diana e Andrew e Sarah, ma il 2019, non resterà nella memoria di Elisabetta come il più piacevole della sua lunghissima monarchia.

La Regina Elisabetta con il principe Carlo (Foto LaPresse)

Per una serie di errori di comunicazione sfuggiti al controllo della Firm. Il primo in ordine di tempo: le dichiarazione di Henry, il nipote preferito, che si è scagliato contro la stampa scandalistica e in difesa della privacy della moglie Meghan e si è lasciato anche sfuggire l’ammissione di certi dissapori con il fratello William.
E poi, lo scandalo più destabilizzante per la Corona: la disastrosa intervista concessa dal terzogenito Andrew alla tostissima Emily Maitlin di BBC sulla sua ventennale amicizia con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense coinvolto in un giro di prostituzione minorile. Intervista da cui Andrew è uscito così male da essere defenestrato da ogni ruolo pubblico e messo in condizione di non fare altri danni.

Un alto fattore molto problematico è stato il coinvolgimento, suo malgrado, della Regina nella crisi costituzionale legata a Brexit, con il sospetto che sia stata raggirata da Boris Johnson perché desse l’assenso reale ad una sospensione del parlamento poi giudicata illegittima dalla Corte Suprema.

Fattori che, uniti all’avanzare dell’età (Elisabetta è a 18 mesi dal 95esimo compleanno, l’età in cui il Principe Filippo si è ritirato dagli impegni pubblici) hanno contribuito a diffondere la voce che la Regina possa abdicare presto a favore di Carlo.

Speculazioni senza fondamento, mentre è verosimile, come scrive il New York Times, che Carlo stia sempre più, in maniera discreta e senza annunci ufficiali, assumendo un ruolo di reggente di fatto o monarch-in-waiting: sarebbe stato lui a imporre la linea dura nei confronti di Andrea, e sono sempre più frequenti i segnali di un suo coinvolgimento nei più importanti affari di stato.

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