Linkiesta denuncia un caso Cambridge Analytica messo in atto (tre anni prima) da Casaleggio Associati. Che smentisce: nessun uso improprio di dati

Il quotidiano online Linkiesta ha pubblicato loscoop secondo cui la Casaleggio avrebbe sottratto i dati personali di utenti Facebook tre anni prima di Cambridge Analytica secondo quanto  afferma Marco Canestrari, l’ex braccio destro del cofondatore del Movimento.

La reazione  di Michele  Anzaldi (Iv) non si è fatta attendere. “Il Garante della Privacy valuti di aprire al più presto una nuova istruttoria sulla Casaleggio Associati dopo le pesanti rivelazioni del sito ‘Linkiesta.it’, secondo cui l’azienda di Casaleggio, per conto del Movimento 5 stelle e del Blog di Beppe Grillo, in occasione delle elezioni del 2013, del 2014 e del 2018 avrebbe sottratto illecitamente dati personali di utenti di Facebook, esattamente come fatto da Cambridge Analytica in Usa e Regno Unito. Presento un esposto al Garante”. Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi.

“E deposito un’interrogazione parlamentare – prosegue Anzaldi – al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, poiché a gestire materialmente l’applicazione che avrebbe sottratto i dati, secondo quanto rivelato a ‘Linkiesta’ da un ex dipendente di Casaleggio, sarebbe stato l’allora dipendente della Casaleggio Associati Pietro Dettori, che oggi risulta essere collaboratore del ministro degli Esteri Di Maio alla Farnesina e che nel precedente Governo lavorava addirittura presso gli uffici di Palazzo Chigi. La vita politica italiana è stata intossicata da uno scandalo addirittura precedente a quello di livello mondiale di Cambridge Analytica? E’ necessario che venga fatta chiarezza al più presto”.

Nella serata del 4 dicembre 2019 arriva la replica di Casaleggio Associati: nessun uso improprio di dati

In merito all’articolo “Scoop, la Casaleggio Associati ha sottratto dati personali di utenti Facebook tre anni prima di Cambridge Analytica” pubblicato dal sito www.linkiesta.it, Casaleggio Associati precisa che in maniera completamente errata è stato comparato un caso in cui sono stati utilizzati milioni di dati senza il consenso degli utenti, a un caso profondamente diverso in cui legittimamente un sito chiedeva individualmente alle singole persone di poter utilizzare alcuni dati per verificare la propria classifica di attivismo (es. per aver cambiato la propria immagine di facebook, o avere tanti amici che utilizzavano l’app). I dati raccolti nel 2013 non sono stati utilizzati dalla Casaleggio Associati per altre finalità e sono poi stati cancellati alla fine dell’iniziativa in piena sintonia con la legge, con le politiche di Facebook e con la normativa sulla privacy.
Casaleggio Associati ha proceduto a tutelare la propria reputazione per vie legali già nella giornata di oggi nei confronti de Linkiesta. Questa azione legale si somma a molte altre già attive e diverse già concluse con successo contro una diffamazione sistematica da parte di alcune testate o singoli individui che hanno già dovuto pagare per il danno arrecato.

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