Huawei fa causa alla Fcc. Ricorso contro le restrizioni su sussidi governativi

Huawei ha avviato una nuova azione legale contro gli Stati Uniti affermando di non rappresentare un rischio per la sicurezza. Il gigante cinese delle telecomunicazioni contesta un bando della Federal Communications Commission (Fcc) americana, che il 22 novembre ha imposto ai fornitori di servizi mobili nelle aree rurali di non accedere al fondo governativo di 8,5 miliardi di dollari per acquistare apparecchiature Huawei. La società cinese si è rivolta alla Corte d’appello per annullare tale bando.

Questo contenzioso è l’ultimo di una serie tra Huawei e le autorità americane, sullo sfondo della guerra commerciale Usa-Cina. Tanto più che il colosso cinese ha un ruolo di primo piano nel 5G, che l’amministrazione Trump teme possa diventare veicolo di spionaggio.

Il logo di Huawei (Foto Ansa – EPA/JENS SCHLUETER)

Nella petizione, Huawei chiede al tribunale di ritenere illegale l’ordine della Fcc in quanto non offre a Huawei le dovute tutele processuali definendo Huawei una minaccia alla sicurezza nazionale. Huawei ritiene che la Fcc non sia in grado di corroborare le sue conclusioni arbitrarie con prove, argomentazioni o analisi fondate, in violazione della Costituzione degli Stati Uniti, della legge sulla procedura amministrativa e di altre leggi.

“Mettere al bando un’azienda come Huawei, solo sulla base delle sue origini cinesi, non risolve le sfide poste della sicurezza informatica”, ha dichiarato il Chief Legal Officer di Huawei, Song Liuping, in una conferenza stampa, ribadendo che sia il presidente della Fcc, Ajit Pai, che altri commissari non hanno presentato alcuna prova per dimostrare la loro tesi secondo cui Huawei costituirebbe una minaccia per la sicurezza nazionale, ma ignorando i fatti e le obiezioni sollevate dalla società e dagli operatori nelle aree rurali a seguito della proposta presentata per la prima volta dalla Fcc a marzo 2018.

“Gli operatori nell’America rurale, nelle piccole città del Montana, nel Kentucky e nelle fattorie del Wyoming, scelgono di lavorare con Huawei perché apprezzano la qualità e l’integrità delle nostre apparecchiature”, ha aggiunto Song.

Secondo Glen Nager, lead counsel di Huawei per l’azione legale, ha aggiunto che la Fcc ha semplicemente adottato una norma inusuale che, per sua stessa ammissione, è stata progettata solo in funzione di Huawei e di un’altra società cinese. In più, la definizione di Huawei come minaccia alla sicurezza nazionale da parte della Fcc manca di supporto legale e fattuale. “Tale definizione si basa su un fondamentale fraintendimento della legge cinese e su accuse e insinuazioni infondate, inaffidabili e inammissibili, non su prove. La definizione è semplicemente un vergognoso pregiudizio”, ha affermato Nager.

 

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