Sport e salute, cda assegna contributi 2020: 25 milioni a sport di base e al sociale (+21%). Sabelli soddisfatto: è un primo step

Più 21% di risorse complessive assegnate nel corso del 2019, per complessivi 340 milioni di euro (tra la distribuzione dei 60 milioni dell’extragettito fiscale di ottobre ed i 280 milioni di assegnazioni per l’anno prossimo) di cui oltre il 10% è stato destinato allo sport di base. Sono questi i due numeri che misurano e confermano gli effetti della riforma dello sport nel suo primo anno di vita. A sottolinearlo è stato Rocco Sabelli, l’amministratore delegato di Sport e salute, nel corso della conferenza stampa al termine del cda che si è riunito ieri per l’assegnazione delle risorse per il 2020. Si tratta della prima assegnazione decisa dalla nuova società pubblica nata nell’ambito della riforma che ha sottratto al Coni il ruolo di ente erogatore di risorse e che segna il passaggio al new deal nel mondo dello sport, dando grande rilievo alla sua declinazione sociale. E infatti dei 280 milioni di risorse distribuiti da Sport e salute, nello spirito della riforma e degli indirizzi indicati dall’attuale ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, 25 milioni sono a sostegno di sport di base, scuola, fasce economicamente più deboli, giovani e over 64. “E’ un primo step, considero il risultato soddisfacente” ha sottolineato Sabelli, che ha indicato le linee seguite per l’assegnazione delle risorse.

Rocco Sabelli

Se la riforma guarda con attenzione le valenze sociali, il sostegno per gli sport ad alto livello non viene meno, specie nell’anno olimpico che si sta avviando: la ripartizione tra federazioni nazionali (91,5%) e organismi sportivi (8,5%) resta quella degli ultimi 3 anni e nessuna federazione e’ stata penalizzata. “Tutti hanno ricevuto almeno gli stessi soldi del 2019, alcuni hanno avuto risorse in più, nessuno di meno” ha tenuto a sottolineare l’ad, e questo grazie all’applicazione della riforma, che stabilisce tra l’altro che tutte le risorse prodotte dal settore vengano reimpiegati nello sport, e all’andamento positivo del Pil sportivo.”Non abbiamo modificato l’albero del modello” ovvero dell’algoritmo messo a punto dalle federazioni negli anni passati, pur aggiornandolo nei dati, ha aggiunto Sabelli. E per quanto riguarda il futuro “l’aspettativa è che in corso d’anno, anche per il 2020 ci saranno risorse aggiuntive, visto il trend dello sport italiano”.

Tra le novità introdotte, tiene a rimarcare l’ad, “l’assegnazione delle risorse alle organizzazioni sportive è integrale, non dà alcuno spazio a discrezionalità, ma si attiene a parametri oggettivi e riscontrabili, e avviene in un’unica soluzione. Nessuno dei contributi viene dato a piedilista, tutte le risorse sono assegnate sulla base del modello, che premia l’efficienza e attribuisce ai presidenti delle federazioni la responsabilità del conto economico”.

Entrando più nel dettaglio, il cda ha approvato (con l’astensione del membro del Coni, Carlo Mornati) l’assegnazione di complessivi 280 milioni di euro, 249,8 dei quali sono stati destinati alle 44 federazioni sportive nazionali, 23,2 agli altri organismi sportivi (Discipline sportive associate per 3,8 milioni, Enti di promozione sportiva per 15,6 e Gruppi Sportivi civili e militari per 3,2 milioni), mentre 7 milioni sono stati assegnati alla scuola, in particolare per i progetti Sport di classe e Scuole aperte allo sport, destinati all’educazione motoria nella scuola primaria e secondaria. Agli ulteriori 18 milioni destinati alle iniziative del programma sociale “Sport di tutti”, che mira a diffondere lo sport e gli stili di vita sani, contribuiranno in quota parte tutti gli organismi sportivi. Il vincolo di destinazione d’uso è del 5% per le Federazioni nazionali e le Discipline sportive associate, del 30% per gli Enti di promozione sportive, del 67% per le Associazioni benemerite.

 

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