Il fotogiornalista Reza Deghati insieme a OIM per raccontare le migrazioni

La fotografia è un linguaggio universale che può aiutare a esprimere i sentimenti e trasmettere emozioni senza usare parole”. Sono le parole di Reza Deghati, fotogiornalista di fama internazionale, che ha iniziato la sua carriera 40 anni fa, dopo aver lasciato l’Iran, suo Paese d’origine.

Dal 6 all’8 dicembre, Deghati ha lavorato in collaborazione con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), che ha organizzato un evento di formazione fotografica ad Abidjan, in Costa d’Avorio. Con il supporto di sei giovani fotografi.

Obiettivo del progetto era offrire ai migranti l’opportunità di diventare narratori visivi della loro vita quotidiana, nel loro Paese d’origine, e aiutare i giornalisti locali a cambiare il modo di raccontare la migrazione.

La formazione sarà, inoltre, seguita per tre mesi da Mohamed Diabaté, fotografo IOM, e le fotografie scattate dai partecipanti saranno esposte nella primavera del 2020.

Questa iniziativa fa capo ad una serie di altri progetti organizzati dall’IOM per il 2020, in tutta l’Africa occidentale. È parte di un programma congiunto UE-OIM per la protezione e il reinserimento dei migranti nelle regioni del Sahel e del Lago Ciad.

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