Editoria, da Legge Bilancio salta lo scudo anti commissariamento dell’Inpgi, stampatori compresi nei prepensionamenti

Salta la norma che doveva prolungare gli effetti dello scudo anti-commissariamento dell’Inpgi, l’istituto di previdenza per i giornalisti, mentre gli stampatori rientrano sul filo di lana nella norma sui prepensionamenti di giornalisti e poligrafici. Sono queste le novità emerse nella notte nel corso dell’esame in commissione Bilancio del Senato della legge di bilancio 2020. Per quanto riguarda la norma sull’Inpgi che stabiliva lo slittamento dello scudo anti-commissariamento dell’istituto dal 31 dicembre 2019 al 30 giugno 2020 – insieme però all’anticipo alla stessa data dell’obbligo di presentazione del bilancio tecnico-attuariale che deve attestare gli effetti dei programmi di risanamento – è stata dichiarata inammissibile, e quindi cassata dalla legge di bilancio.

Per gli stampatori invece, che la prima formulazione sui prepensionamenti dei poligrafici escludeva dai benefici previsti (accesso con 35 anni di anzianità contributiva per gli anni 2020-23 e più fondi per 2020-27) arriva la buona notizia e ora rientrano nel pacchetto. Un emendamento riformula gli aventi diritto con la seguente dicitura: “lavoratori poligrafici di imprese stampatrici di giornali quotidiani e di imprese editrici e stampatrici di giornali quotidiani, di periodici e di agenzie di stampa a diffusione nazionale”.

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