Inpgi, Fnsi: su norme per la salvaguardia del pluralismo e l’autonomia dell’Isituto il governo si rimetta all’Aula

«In queste ore in cui si discutono importanti emendamenti alla legge di stabilità in materia di editoria, la parte più oltranzista del Movimento 5 Stelle cerca di sferrare l’ennesimo attacco al pluralismo dell’informazione e all’autonomia dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani». Lo afferma Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi.

«Dopo aver escluso con una norma interpretativa ad hoc, inserita in un decreto del luglio scorso dall’allora sottosegretario Vito Crimi, la testata Italia Oggi dai contributi del fondo per il pluralismo dell’informazione, i parlamentari pentastellati – aggiunge – si schierano adesso contro l’emendamento correttivo che riammetterebbe la testata ai contributi del fondo, incuranti del fatto che in caso contrario sarebbe costretta a chiudere e a licenziare 25 giornalisti. È un atteggiamento inaccettabile che richiede la reazione di tutte le forze politiche, a prescindere dagli schieramenti».

Per questo, conclude Lorusso, «è auspicabile che su questo tema, così come sugli emendamenti sulla messa in sicurezza e sull’autonomia dell’Inpgi, il governo si rimetta al voto dell’aula, esattamente com’è avvenuto nel recente passato per Radio Radicale. Temi e questioni delicate e di rilievo costituzionale, che riguardano la tutela del pluralismo dell’informazione, l’autonomia della professione giornalistica e il diritto dei cittadini ad essere informati, non possono restare incagliati nei veti, nei tatticismi e nelle congiure di Palazzo, ma vanno sottoposti al vaglio dell’intero Parlamento».

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