Gianni Brera e Fausto Coppi, a palazzo Lombardia una mostra nel centenario di due grandi della storia dello sport

Un grande ciclista e un grande giornalista che ne ha narrato le gesta, nati cent’anni fa in regioni diverse anche se a pochi chilometri di distanza: è dedicata a loro, Fausto Coppi e Gianni Brera, la mostra ‘Brera 100 Coppi’, inaugurata giovedì 12 dicembre a Milano.

Organizzata dall’assessorato alla Cultura della regione Lombardia assieme al Museo del Ghisallo, al Museo AcdB – Alessandria città delle Biciclette e all’associazione Terra Insubre, la rassegna si potrà visitare fino al 22 dicembre allo spazio espositivo della sede regonale di palazzo Lombardia, in via Galvani 27, dal lunedì al venerdi (10-18) e domenica (14-18).

Attraverso gli originali di giornali e periodici che hanno ospitato la penna di Brera – di cui la Regione ha recentemente ripubblicato due titolo, Coppi e il diavolo e la raccolta di scritti La Lombardia di Gianni Brera, disponibili per i visitatori – e i quadri dedicati a Coppi dal pittore e appassionato di ciclismo spagnolo Miguel Soro, la mostra vuole rendere omaggio tanto al ‘Campionissimo’ che al suo cantore principe, ambedue figure che hanno contribuito a scrivere la storia dello sport italiano.

“Con questa iniziativa – ha detto in un videomessaggio l’assessore regionale alla Cultura, Stefano Bruno Galli – vogliamo celebrare Gianni Brera, un ‘gran lombardo’ e un grande intellettuale che aveva un sincero amore per questa terra, di cui aveva colto lo spirito di apertura e attenzione alle novità. E vogliamo farlo ricordando la figura di Coppi, che è inscindibile da quella di Brera. Sono infatti nati a pochi chilometri di distanza, uno a San Zenone al Po e l’altro a Castellania, e in vita hanno avuto un rapporto molto stretto, come dimostra il volume che Brera ha dedicato a Coppi, ma anche una coincidenza significativa: la consacrazione di entrambi arriva nel 1949, quando Coppi vince il Tour de France nello stesso anno del Giro d’Italia – il primo a riuscirci – e Brera ne racconta le gesta sulla Gazzetta dello Sport, che quando ritorna dalla Francia lo nomina direttore”.

Sempre in mostra, sarà possibile vedere due cimeli unici, usciti per la prima volta dal santuario-museo della Madonnna del Ghisallo: la bicicletta con cui Coppi vinse proprio il Tour del 1949, e la maglia di campione del Mondo conquistata a Lugano nel 1953.

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