Rai, Salini muove solo i direttori di rete (non dei Tg). Coletta verso RaiUno, Di Mare a RaiTre e Di Meo a RaiDue

Dovrebbe essere la volta buona, giovedì 19 dicembre, perché passino delle nomine nell’ultimo Cda prima di Natale. Ma non tutte, l’amministratore delegato, Fabrizio Salini, sembra voglia fermarsi ai cambi nelle direzioni di rete, motivate dall’interim RaiDue preso su di sé dopo l’uscita di Carlo Freccero. L’ad non vuole muovere le pedine (bollenti) delle direzioni di Telegiornali, che poi sono quelle che più premono ai partiti e sulle quali il 28 novembre si è visto lo stop per il veto di Luigi Di Maio su Mario Orfeo al Tg3.

Stefano Coletta

Stefano Coletta

Se tutto va bene una nomina certa dovrebbe essere l’arrivo a RaiUno di Stefano Coletta, che lascerebbe la direzione di RaiTre a Franco Di Mare, inviato del Tg1 e ora vicedirettore, per anni conduttore di Unomattina, vicino ai 5 Stelle. E Coletta dovrebbe essere indicato anche alla macrostruttura Intrattenimento Prime Time (una di quelle previste dal piano industriale di Salini).

Franco Di Mare (foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Il cambio alla rete ammiraglia, dopo l’invasione dei sovranisti in un anno di direzione di Teresa De Santis, piace abbastanza ma certo non soddisfa il Pd, che in vista delle regionali si sente poco rappresentato nel Tg1 diretto da Giuseppe Carboni (area 5 Stelle), e men che mai nel Tg2 di Gennaro Sangiuliano, il quale, se pure stia sbiadendo il sovranismo feroce occhieggiando di più a Conte, instilla contenuti di destra soprattutto nei servizi culturali.
A RaiDue dovrebbe andare Ludovico Di Meo, considerato vicino a Fratelli d’Italia ma con lunga esperienza sul prodotto da vicedirettore di RaiUno (e qui messo da parte), chiamato da Salini come supervisore dei programmi.

Ludovico Di Meo (foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Nei telegiornali, invece, dovrebbe restare tutto fermo: resta il no di Di Maio sul cambio al Tg3, mentre la Lega si tiene stretti il Tg2 e, soprattutto, la testata regionale, altra cabina di regia mediatica per le elezioni regionali che preoccupa il Pd. E questo stop congela anche le altre macrodirezioni, se Antonio Di Bella da RaiNews sarebbe dovuto andare al settore Informazione (la struttura che fu di Carlo Verdelli e che controlla il rispetto del pluralismo) e Giuseppina Paterniti, dal Tg3 a RaiNews allargata a Tg3, siti e Televideo. In forse anche Francesco Giorgino agli Approfondimenti.

Salini, insomma, preferisce muovere le acque il meno possibile dopo aver dovuto fermarsi per gli accordi saltati nella più classica, e palese, incursione della politica tanto stigmatizzata dai grillini. Eppure in Vigilanza, (Pd e M5s) gli avevano dato il mandato a fare le nomine e un altro rinvio minerebbe la sua credibilità riguardo al piano industriale. Dal governo sembra ci siano rassicurazioni sulle risorse, ma di fatto appare indebolito.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Usa 2020, Instagram rimuove la funzione ‘Recenti’ per contrastare le fake news

Usa 2020, Instagram rimuove la funzione ‘Recenti’ per contrastare le fake news

Tgr Liguria si trasferisce nei teatri per sottolinearne la grave situazione. Si inizia con l’Ariston di Sanremo

Tgr Liguria si trasferisce nei teatri per sottolinearne la grave situazione. Si inizia con l’Ariston di Sanremo

La nuova regola della Bbc ai dipendenti: no a opinioni personali o politiche sui social network

La nuova regola della Bbc ai dipendenti: no a opinioni personali o politiche sui social network