Manovra, sgravi fino a 8mila euro all’anno a sostegno professionismo sportivo femminile

“Non è ancora un’equiparazione, ma è un primo passo in quella direzione, un obiettivo cui guardare”. E’ con queste parole che Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva e firmataria insieme al collega del Pd, Tommaso Nannicini dell’emendamento alla manovra che ha introdotto la norma, commenta il via libera alla decontribuzione triennale a favore di società e federazioni sportive che fanno contratti con atlete donne.

Le Azzurre festeggiano la vittoria contro la Cina (Foto LaPresse / Pascal GUYOT / AFP)

La norma agevola di fatto le federazioni nel passaggio al professionismo per le donne, estendendo alle atlete le condizioni di tutela previste dalla normativa sulle prestazioni di lavoro sportivo. “L’obiettivo è anche quello di adeguare i contratti delle atlete a quelli dei colleghi uomini. Sappiamo che ci sono federazioni che sono rimaste molto scettiche davanti alla nostra iniziativa – aggiunge Conzatti -. Ma se l’osservazione che sollevano è che lo sport femminile non richiama sufficiente attenzione e adeguato ritorno economico, penso che sia un’osservazione superata dai fatti. Lo dimostrano i successi – ed i loro ritorni economici – delle nostre atlete nel calcio, nella pallavolo, nello sci, nel nuoto…”.

La legge di bilancio stabilisce dunque per gli anni 2020, 2021 e 2022 “l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, entro un limite massimo di 8 mila euro su base annua”.

Conzatti è anche la prima firmataria di un disegno di legge depositato lo scorso anno e al momento fermo in commissione Istruzione del Senato, volto a cancellare ogni differenza tra uomini e donne nel professionismo sportivo, stabilendo che “è vietata qualsiasi forma di discriminazione di genere per quanto concerne la qualifica di atleta professionista da parte delle federazioni sportive affiliate al Coni”.

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