Peppino Mennella nuovo direttore di LiberEtà, magazine dello Spi-Cgil. Subentra a Giorgio Nardinocchi

Peppino Mennella è il nuovo direttore di LiberEtà. Dal mese di gennaio prenderà la guida del magazine edito dallo Spi, il sindacato pensionati della Cgil, al posto di Giorgio Nardinocchi, che per vent’anni ha diretto il mensile. Il segretario generale dello Spi, Ivan Pedretti, ringraziando Nardinocchi per “il prezioso lavoro svolto in tanti anni”, ha dato il benvenuto al nuovo direttore, “giornalista esperto, serio e capace”.

Peppino Mennella

Mennella è per generazioni di giornalisti collega veramente esperto e punto di riferimento umano oltre che professionale. 69 anni di Mercogliano (Av), vanta una lunga carriera all’Unità, dove inizia a muovere i primi passi giornalistici nel 1971 come corrispondente dalla Puglia. Brucia velocemente le tappe, passa alla redazione centrale, diventa professionista nel novembre del 76 e dopo un primo passaggio al servizio economico, diventa giornalista parlamentare. Dopo 5 anni è redattore capo dell’Unità, diventandone direttore responsabile dal 1983 al 1995. Dalla fine del 1985 a metà del 1999 è anche capo ufficio stampa del gruppo parlamentare del Pci (poi Pds, quindi Ds) al Senato, quindi consigliere per l’informazione e portavoce del ministro del Lavoro, Cesare Salvi nei governi D’Alema e Amato. Opinionista politico-economico del programma di RadioUno “Zapping” per quasi 20 anni (dal 1994 al 2012), autore del libro inchiesta “Atlanta connection” (Ed.Laterza) ha ricevuto nel 2007 il premio alla carriera “Addetto stampa” ed è Ufficiale al Merito della Repubblica.

Attualmente è docente di Deontologia della professione giornalistica presso l’Università di Roma Tor Vergata e responsabile del Laboratorio di Ufficio stampa, dopo aver insegnato anche all’Università di Cassino ed essere stato membro del consiglio direttivo della Scuola di giornalismo dell’Università Luiss di Roma. E’ segretario generale dell’Onlus Ossigeno per l’informazione.

LiberEtà è il mensile edito dalla Spi e distribuito a circa 130 mila famiglie in Italia e all’estero. Gli oltre 2,6 milioni di pensionati della Cgil, la più grande organizzazione sociale in Europa, rappresentano il 53% degli iscritti complessivi.

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