Google: multa da 150 milioni di euro da Antitrust francese. La replica: così più difficile protezione utenti. Pronti al ricorso

L’authority francese per la concorrenza ha inflitto a Google una multa di 150 milioni di euro per abuso di posizione dominante. Nel mirino di Parigi ci sono, in particolare, le condizioni imposte agli inserzionisti che ricorrono ai servizi pubblicitari di Google Ads. Condizioni definito “opache e difficilmente comprensibili” e applicate in modo “iniquo e aleatorio”.

Nello specifico, Google è accusata di aver oscurato le inserzioni di siti francesi in modo casuale e ingiustificato, provocando ingenti perdite alle aziende interessate.

Sundar Pichai (Foto EPA/Toni Albir)

L’ingiunzione contro Google mira a ottenere il pagamento di una sanzione, oltre a imporre la cessazione delle sospensioni “brutali e immotivate” e a far luce sui parametri alla base delle rimozioni delle pubblicità.

L’antitrust ha inoltre precisato che Google dovrebbe avvalersi di un sistema di alert per avvisare gli inserzionisti quando rischiano la sospensione. “Google ha in mano il destino delle società che vivono di questi annunci”, ha riferito Isabelle de Silva, presidente della commissione antitrust, precisando che non si tratta di “contestare il diritto di Google di imporre delle regole. Tuttavia, le regole devono essere chiare e imposte in modo equo a tutti gli inserzionisti”.

La decisione di Parigi è in linea con quanto sta accadendo a livello internazionale, con i giganti del tech che stanno sempre più finendo nel mirino delle autorità garanti della concorrenza.

A stretto giro il commento del gigante di Mountain View, che in un blogpost di Maria Gomri, direttrice giuridica di Google France, si è detto “in disaccordo” con la decisione dell’authority francese, prevedendo di “fare appello”.
L’authority di Parigi ha “assunto oggi una decisione contro l’applicazione delle nostre regole Google Ads che, a nostro parere, rende più difficile la protezione degli utenti francesi contro pratiche ingannevoli che sono, tra l’altro, oggetto di vigilanza da parte delle stesse autorità francesi”, deplora la responsabile, aggiungendo che tra le priorità di Google c’è proprio la “tutela degli utenti” dalle “pubblicità o siti web ingannevoli, inappropriati o dannosi”.

Per Google, la decisione “riguarda principalmente”, un’azienda francese che a suo avviso ha una “lunga storia di dubbie pratiche. Nel 2014 – ha precisato Maria Gomri – Gibmedia diffondeva pubblicità per siti web, come servizi di elenco o previsioni meteo, e praticava condizioni ambigue di fatturazione per l’accesso a queste informazioni. Queste pratiche nuocciono agli utenti francesi e violano chiaramente le nostre regole pubblicitarie. Di conseguenza, abbiamo sospeso i conti pubblicitari di Gibmedia, come avviene in tanti casi, preferiamo perdere introiti pubblicitari piuttosto che diffondere annunci che danneggiano i nostri utenti e la credibilità dei nostri servizi”, ha proseguito Gomri, secondo cui, per il solo 2018, il colosso di Mountain View ha bloccato o eliminato 2,3 miliardi di pubblicità contrarie alla policy del gruppo con il preciso intendo di proteggere gli utenti da “milioni di pratiche ingannevoli ogni giorno”.

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