Inpgi, prime crepe tra i comunicatori. Scarsi (Gus): uffici stampa privati a favore dell’ingresso nell’Istituto dei giornalisti

Il fronte dei comunicatori non è compatto nel rifiutare e contestare la confluenza della categoria nell’Inpgi, ipotesi di lavoro su cui si sta lavorando anche per dare soluzione  alla crisi dell’Istituto previdenziale dei giornalisti.  Al contrario, proprio in un momento cosí complesso i comunicatori e gli uffici stampa privati che fanno capo al Gus (Giornalisti uffici stampa) rivendicano a gran voce il riconoscimento formale del loro lavoro come giornalistico e la conseguente apertura al loro ingresso in Inpgi. Si tratta “di una vastissima platea di giornalisti il cui lavoro, complice un vuoto normativo, non è riconosciuto come giornalistico e che non possono accedere all’Inpgi”  afferma Paola Scarsi del consiglio direttivo Gus Lazio.  “Nel settore pubblico quest’attività è riservata agli iscritti all’ordine. Nel privato è affidata al Far West, con tutte le conseguenze legate a fake news, assenza di deontologia, svarioni, errori, comunicazioni inesatte o volutamente falsate: e non si può neppure invocare l’esercizio della professione abusiva – sottolinea -. Tutti oggi possono lavorare come Uffici Stampa privati. Una stortura cui il legislatore deve porre rimedio”.

Scarsi, consigliere nazionale dell’Ordine di Giornalisti nella passata consiliatura, ricorda quindi un ordine del giorno a sua prima firma approvato all’unanimità “che ripropongo e di cui rivendico ogni punto ancor oggi” afferma. Nell’odg si affermava che “il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti segnala l’assenza di norme per il comparto degli uffici stampa privati. Ciò rende tra l’altro impossibile sanzionare l’abuso della professione che, per gli uffici stampa privati come già avviene per quelli pubblici, dovrebbe essere svolta esclusivamente dagli iscritti all’ordine, con tutte le garanzie di professionalità, rispetto della deontologia e aggiornamento formativo che ciò comporta. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti auspica che il legislatore intervenga per colmare il vuoto normativo sopra evidenziato, a tutela della professione dei propri iscritti e del diritto dei cittadini di essere informati in maniera corretta”.

Qui la replica di Ascai, Cida, Com&Tec, Confassociazioni, Ferpi, IAA e Una, associazioni di comunicatori italiani:

Spett. le Direzione
Le Organizzazioni maggiormente rappresentative dei Comunicatori italiani (Ascai, Cida, Com&Tec, Confassociazioni, Ferpi, IAA e Una), preso atto di quanto riportato da PRIMAONLINE nell’articolo ” Inpgi , prime crepe tra i comunicatori. Scarsi (Gus ): uffici stampa privati a favore dell’ingresso nell’Istituto dei giornalisti”, a firma di Nadja Bartolucci, ritengono destituita di ogni fondamento l’affermazione secondo cui “il fronte dei comunicatori non è compatto nel rifiutare e contestare la confluenza della categoria nell’Inpgi …”.
Cogliamo anche quest’occasione per riproporre alle Istituzioni la nostra richiesta congiunta della costituzione urgente di un Tavolo Tecnico su tutti i temi che da tempo sosteniamo e che sono stati illustrati nella conferenza stampa che si è svolta a Roma il 20 dicembre nella Sala Stampa della Camera dei Deputati.
Si precisa inoltre che il GUS Lazio è un organo della FNSI e quindi di quella parte che – pubblicamente, attraverso le dichiarazioni del suo Segretario Generale Raffaele Lorusso – propone il salvataggio dell’Istituto Previdenziale dei giornalisti con l’allargamento della platea contributiva ai comunicatori imposto per legge.
Nell’ottica di un confronto trasparente e concreto, auspichiamo una tempestiva precisazione e porgiamo cordiali saluti.

Maurizio Incletolli, Presidente ASCAI, Associazione per lo sviluppo della Comunicazione Aziendale,
Mario Mantovani, Presidente CIDA, Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità,
Tiziana Sicilia, Presidente COM&TEC, Associazione italiana per la comunicazione tecnica,
Angelo Deiana, Presidente CONFASSOCIAZIONI, Confederazione Associazioni Professionali,
Rita Palumbo, Segretario Generale FERPI, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana,
Alberto Dal Sasso, PresidenteIAA Italy, International Advertising Association Chapter Italy
Andrea Cornelli, Vicepresidente UNA, Aziende della Comunicazione Unite

Nadja Bartolucci risponde:
Leggo la richiesta di precisazione delle organizzazioni che si sono presentate alla conferenza stampa del 19 dicembre scorso come ‘Rete dei comunicatori’ per esprimere la loro contrarietà a un’eventuale confluenza in Inpgi. Per quanto riguarda l’articolo sul Gus (Giornalisti uffici stampa) in cui riporto la posizione del membro del consiglio direttivo del Gus Lazio, Paola Scarsi, come chiaramente emerge dal titolo e dal testo, tengo a precisare che ci si riferisce ai comunicatori in senso lato, come peraltro fanno le stesse proposte di legge.

Nel mondo così complesso e composito dei comunicatori esistono anche i giornalisti (quindi iscritti all’Ordine) facenti capo al Gus, molto spesso costretti a lavorare senza riconoscimento della loro specifica professionalità, e dunque assunti con contratti non giornalistici. Molti di costoro non la pensano sull’Inpgi come le organizzatori che ci hanno scritto, alle cui istanze Primaonline ha dato ampio spazio anche con un articolo a mia firma, proprio il 19dicembre scorso.

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