Mediaset: Vivendi vuole bloccare la holding Mfe. Cda convocato lunedì

Vivendi ha inviato al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale di Mediaset una ulteriore lettera di critiche al Progetto MFE, chiedendone la pubblicazione sul sito della Società. Mediaset ha dato corso alla richiesta senza indugio in quanto ritiene essenziale che ciascun azionista disponga di tutti gli elementi per esprimere un giudizio informato e consapevole nell’assembla straordinaria del prossimo 10 gennaio; assemblea che, a giudizio di Mediaset, rappresenta un passaggio fondamentale del proprio sviluppo.

Nel collage (foto Ansa), da sinistra: Vincent Bollorè e Pier Silvio Berlusconi

In merito al contenuto della lettera, Mediaset ha convocato un Consiglio di Amministrazione per il 23 dicembre p.v. al fine di assumere ogni appropriata iniziativa. Riservandosi ulteriori valutazioni a valle della seduta, occorre fin d’ora sottolineare che:
(i) Mediaset ribadisce che, a proprio parere, la relazione informativa pubblicata lo scorso 5 dicembre (la “Relazione”) contiene non solo tutti gli elementi richiesti dalla normativa vigente, ma anche ogni elemento utile alla formazione di un giudizio pienamente informato da parte dei suoi azionisti;
(ii) come ribadito nella Relazione e da alcuni Amministratori avanti il Tribunale di Milano alla presenza di Vivendi, il Progetto MFE ha una solida valenza industriale e finanziaria e rappresenta una necessità per Mediaset. Lo confermano, ove ce ne fosse bisogno:
(a) un numero di analisti ben superiore a quelli citati da Vivendi nella lettera che, invece, non contiene alcuna menzione di tale circostanza. Si tratta di un fatto risultante da documenti pubblici e ben noto a Vivendi in quanto più volte rimarcato da Mediaset nell’ambito dei conteziosi citati nella lettera;
(b) Glass Lewis, proxy advisor altrettanto importante rispetto a quello citato nella lettera, ha recentemente ribadito la raccomandazione di votare a favore della proposta di delibera oggetto dell’assemblea del 10 gennaio p.v. (la “Proposta di Delibera”). Anche di questa circostanza, la lettera non fornisce alcuna indicazione;
(iii) come ribadito nella Relazione, il Consiglio di Amministrazione di Mediaset ritiene la governance di MFE funzionale alla realizzazione del relativo progetto ed è convinto della sua legittimità. Peraltro, a testimonianza della valenza strategica di una pronta realizzazione del Progetto MFE, il Consiglio non ha esitato ad andare oltre gli elementi sulla base dei quali il Tribunale di Milano aveva invitato Mediaset e Vivendi a valutare una possibile conciliazione nell’ambito del procedimento promosso dalla stessa Vivendi ex art. 2378 c.c. e 700 c.p.c. (v. comunicato del 5 novembre 2019). Ha così proposto modifiche allo statuto e alla governance di MFE da adottarsi dopo l’esecuzione della fusione idonee non solo a uniformarsi alle indicazioni fornite dal Tribunale per verificare la possibilità di conciliazione, ma anche a conformarne ulteriori specifici aspetti alla best practice;
(iv) come indicato nella Relazione, la Proposta di Delibera non integra alcuna delle fattispecie previste per l’esercizio del diritto di recesso ex art. 2437 cod. civ. nonché ex art. 5 del Decreto Legislativo 108. Pertanto, agli azionisti di Mediaset che non concorrano alla sua adozione non spetterà il diritto di recesso.

Ciò nonostante Vivendi, invece di attendere con serenità l’esito dei procedimenti giudiziari dalla stessa avviati in Italia, Spagna e Olanda nel cui ambito ha già segnalato tutte le criticità lamentate nella lettera, assume nuove iniziative volte a ostacolare la realizzazione del Progetto MFE con l’effetto di creare incertezza sul corso di borsa del titolo. Rispetto a tale modo di procedere, Mediaset ha già espresso in vari comunicati stampa la propria posizione.

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