Conte, editoria sia in sintonia col mercato. Turn-over con non giornalisti non è schiaffo a professione. L’Inpgi? Faccia la sua parte

Conferenza stampa di fine anno per il Premier Giuseppe Conte che a Villa Madama ha incontrato i giornalisti.  Ad introdurre il confronto – organizzato dall’Ordine dei giornalisti e dall’Associazione Stampa Parlamentare – il presidente Odg Carlo Verna.
Dalla crisi della stampa dovuta alla sempre maggiore incidenza delle tecnologie sul settore, alle difficoltà dell’Inpgi, fino alle querele temerarie e alla riforma dell’Ordine, Verna ha messo sul piatto tutti i temi caldi che riguardano il mondo dell’editoria. Cominciando dalla norma della legge di bilancio sull’obbligo di sostituire due prepensionati con almeno un neo assunto, anche non giornalista.

Rocco Casalino, Giuseppe Conte, Carlo Verna e Marco Di Fonzo, presidente Asp (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

“Riteniamo illegittimo il principio che si vuole introdurre dei due redattori prepensionati a fronte dell’ingresso di uno nuovo che può anche essere non giornalista, lo impugneremo”, ha affermato Verna. “Siamo di fronte a una crisi sistemica internazionale e a stravolgenti cambiamenti, i cui costi finora sono stati sostenuti solo dai giornalisti e dal loro istituto di previdenza. Sull’Inpgi saremo i primi a chiedere più trasparenza, ma sarebbe urgente un tavolo per un allargamento della platea. Mentre finanziando nuovi prepensionamenti siamo al di la dell’omissione di intervento, l’istituto viene appesantito di un carico insostenibile”.

“La carta stampata sta vivendo una crisi profonda, va difesa come bene culturale del paese. Per garantire il pluralismo di piattaforme lo Stato ha l’obbligo di sostenere quella più in crisi, e abbiamo apprezzato alcune aperture in questo senso, in particolare ringrazio il sottosegretario Martella, ma serve una risposta complessiva”, a partire “dalla moratoria dei tagli a sostegno all’editoria”.
“Stiamo vivendo, ha ricordato Verna, una mutazione antropologica che ha impatti forti su armonia sociale e democrazia. Ormai l’intelligenza artificiale è una componente essenziale dell’informazione. Il 64% del mercato editoriale europeo è gestito da strumenti evoluti di automazione. L’umanesimo rispetto all’algoritmo è garantito dalla nostra categoria: il giornalismo professionistico deve essere consapevole delle maggiori responsabilità che porta con se’”.

Inevitabile un riferimento al caso del Foglio, che rischia di perdere i fondi pubblici. Verna ha puntato il dito sul fatto che “si bloccano i fondi in attesa di vertenze, mentre pensiamo serva un’inversione del principio cautelare. E’ maggiore il rischio che si spenga una voce libera rispetto a perdere cifre molto più basse per esempio di quelle spese per il salvataggio banche”.
Da ultimo il presidente dell’Odg ha rilanciato la proposta di riforma dell’ordinamento della professione. “E’ necessaria una nuova legislazione per il giornalismo, a partire dalla riforma dell’ordinamento professionale che risale al 1963 e su cui abbiamo già elaborato una proposta profondamente innovativa che punta ad avere un giornalismo al passo dei tempi e delle nuove tecnologie”. Verna ha poi ricordato l’aumento del numero di giornalisti sotto scorta, “saliti a 24”, ringraziando “chi almeno su qualche tema ci sta provando, come il senatore Primo Di Nicola il cui disegno di legge sulle iniziative giudiziarie temerarie è passato in commissione nel ramo del parlamento cui appartiene”.

Giuseppe Conte (foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

“Nessuno gioisce per le difficoltà che una singola testata giornalistica incontra ma c’è un problema di mantenersi con le proprie gambe. In un contesto in continua evoluzione bisogna anche porsi in sintonia con l’evoluzione del mercato. È la regola della competizione e vince chi si mostra più innovatore”, la replica di Conte, che ha voluto sottolineare di ritenere il giornalismo “fondamentale per il funzionamento della democrazia”. In particolare, ha aggiunto, “la norma appena introdotta che prevede la possibilità di inserire nelle redazioni profili non giornalistici” nel turn-over in seguito a prepensionamenti di giornalisti “non è uno schiaffo alla professione giornalistica che il governo rispetta, ma avviene nella prospettiva di una riconversione digitale e di un rilancio di un’azienda. Una competenza digitale specifica può essere particolarmente utile. Le aziende non sono obbligate ad assumere, ma possono farlo sulla base di un dialogo con i sindacati. Non è una compressione o uno svilimento della professione giornalistica. Di competenze digitali c’è sempre più bisogno”.

“La situazione critica del Foglio non mi rallegra affatto e spero che si possa trovare una soluzione. Spero in un chiarimento che non comprometta il contributo pubblico”, ha aggiunto riferendosi all’esclusione della testata dall’erogazione dei contributi per il 2018.   “Ma l’accertamento”, ha aggiunto, “non l’ha fatto il governo ma la guardia di finanza che l’ha fatto in applicazione delle norme. Ora si vedrà come si concluderà quel dossier”.
“Sono a conoscenza della vertenza dell’agenzia di stampa Askanews, il sottosegretario Martella ha convocato una riunione informale tra cdr e proprietà. Auspichiamo come governo che la vertenza si possa risolvere quanto prima nel modo migliore”, ha poi detto in riferimento alla situazione dell’agenzia.

Passando al tema Inpgi, Conte ha detto: “non abbiamo affatto inteso commissariare, abbiamo concesso altri sei mesi di tempo per rispettare l’autonomia dell’istituto di previdenza dei giornalisti e da gennaio partirà tavolo tecnico: il governo farà la sua parte, ma anche l’istituto deve fare la sua mantenendo i conti in ordine”.  “I conti sono in ordine ma mancano i contributori, ma avremo modo di parlarne”, la replica immediata del presidente Verna.

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