Stop a spot politici per il 2020 su Spotify: mancano capacità “per esame responsabile” dei contenuti

No agli spot politici nel 2020. Spotify ha decison di sospendere la vendita di spazi pubblicitari alla politica il prossimo anno, quello delle elezioni presidenziali americane. Una scelta legata al fatto che la società non ha la capacità di esaminare e verificare la veridicità dei singoli spot.

“Non abbiamo ancora il livello necessario di solidità nei nostri processi, sistemi e strumenti per convalidare e rivedere responsabilmente questi contenuti”, ha puntualizzato la piattaforma per la musica in streaming. “Rivedremo la nostra decisione alla luce dell’evoluzione delle nostre capacità”.

Daniel Ek

Negli ultimi mesi il tema della revisione dei contenuti negli spot politici ha infiammato il dibattito, soprattutto in America. A scatenarlo le scelte di Facebook di non rivederne i messaggi, aprendo la strada anche alla diffusione di fake news. Il social di Menlo Park ha poi modificato la sua linea, aprendo alla possibilità di rivedere la sua policy in questo ambito.

Aperture simili a quelle di Facebook sono arrivate anche da Google, mentre Twitter qualche mese fa ha deciso di mettere al bando sulle sue pagine le pubblicità politiche.
Tra gli altri social, Snap Chat ha invece segnalato l’esistenza di un suo team dedicato al fact-checking politico.

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