Privacy Usa, legge rivoluzionaria: dal primo gennaio aziende responsabili del trattamento come in Europa

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La nuova legge californiana sulla privacy, che entrerà in vigore in USA dal primo gennaio, è nata a un cocktail party, quando Alastair Mactaggart, un’immobiliarista di San Francisco, ha chiesto a un ingegnere di Google quanto doveva preoccuparsi per la propria privacy. La risposta non gli è piaciuta: “Saresti terrotizzato se avessi chiaro quello che sappiamo di te”. E così Mactaggart ha promosso la nuova legge sulla privacy, grazie al processo di referendum propositivi della California, spingendo lo Stato ad approvare in tempi record la nuova normativa: dal primo gennaio le aziende che raccolgono dati personali ne diventano responsabili, come in Europa, e in caso di violazioni della sicurezza e furti di informazioni devono pagare multe salate (fino a 7.500 dollari per ogni utente). Ma la novità principale è che gli utenti potranno chiedere di avere indietro tutte le informazioni personali accumulate dalle imprese digitali, potranno ottenerne la cancellazione e anche pretendere che quei dati – magari necessari per usare un certo servizio – non vengano ceduti a terzi. E tutto questo dovrà essere facile, con un click su un bottone o con una mail.

Duecentosessantasette milioni di dati personali di utenti Facebook sono finiti online nelle prime due settimane di dicembre, scaricabili tramite un forum hacker. Un oceano di informazioni personali come user ID, nome e numero di telefono. Ma quello di Facebook non rappresenta un caso isolato. Qualche giorno prima, uno dei maggiori gestori di carte di credito del nord America, Capital One, aveva ammesso il furto di 106 milioni di dati di propri utenti: nomi, date di nascita, indirizzi, numeri di telefono ed estratti conto di chi aveva richiesto una carta di credito dal 2005 al 2019. A finire nel mirino degli hacker è stata anche la catena di hotel Marriott che nei mesi scorsi si è vista trafugare ben 383 milioni di informazioni

Regole di comportamento ad hoc per l’accesso dei dipendenti pubblici ai social network. A prevederle sono le nuove Linee guida in materia di codici di comportamento delle amministrazioni pubbliche, in pieno restyling da parte dell’Anac, Autorità nazionale anti corruzione, e rese necessarie da una diffusa difficoltà degli enti pubblici, centrali e locali, a elaborare propri codici di buone prassi dettagliati e su misura.

Il Foglio dedica uno speciale all’automazione industriale: sono 9.837 i robot industriali venduti in Italia nel 2018, con una crescita del 27 per cento sull’anno precedente (stima della International Federation of Robotics). Un dato che ha permesso all’Italia di confermarsi secondo mercato in Europa, dopo la Germania.

Le pagine di Trovalavoro approfondiscono invece i casi di aziende che si affidano all’automazione del recruiting per selezionare i candidati. Come la catena di hotel Hilton che da mesi utilizza un sistema di analisi video che passa in rassegna voce, espressioni e gestualità dei candidati oppure Unilever che sfrutta la selezione tramite gaming scremando in 29 minuti l’80 per cento dei 260 mila curricula che riceve ogni anno.

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