Agid: Francesco Paorici nominato direttore generale

Francesco Paorici è il nuovo direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid). L’annuncio è arrivato il 27 dicembre dal Ministro per l’innovazione e la trasformazione digitale Paola Pisano.

Paorici, che all’Agid succede a Teresa Alvaro, ha un’esperienza decennale in posizioni manageriali nel settore dell’Information and Communication Technology e delle telecomunicazioni. Attualmente ricopre la carica di head of group IT & Infrastructure in Docomo Digital e, precedentemente, è stato global technology director di Buongiorno, azienda in cui ha fatto il proprio ingresso nel 2000, dopo circa tre anni in Telecom Italia.

La scelta del nuovo direttore generale è avvenuta in un percorso di selezione che ha visto la pubblicazione di un bando sulla base del quale sono giunti 174 curricula, sottoposti a una commissione valutatrice composta da tre docenti universitari esperti in ambito digitale, nominati dal Ministro Pisano.

Agid “dovrà essere sempre più integrata e coordinata con le attività del Ministero dell’innovazione”, ha commentato Pisano, indicando nella “modernizzazione dei servizi, razionalizzazione della spesa e innovazione della Pa” gli obiettivi comuni da perseguire.

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Il New York Times online compie 25 anni. L’edizione digitale del quotidiano fu lanciata il 22 gennaio 1996

Il New York Times online compie 25 anni. L’edizione digitale del quotidiano fu lanciata il 22 gennaio 1996

TOP PROGRAMMI TV SUI SOCIAL 2020 e post più popolari. Che tempo che fa domina l’anno, inseguono Amici, GF e Iene

TOP PROGRAMMI TV SUI SOCIAL 2020 e post più popolari. Che tempo che fa domina l’anno, inseguono Amici, GF e Iene

UE, Von der Leyen: il potere dei big digitali va limitato democraticamente; libertà d’espressione regolata dalla legge non da manager

UE, Von der Leyen: il potere dei big digitali va limitato democraticamente; libertà d’espressione regolata dalla legge non da manager