Rai: Vigilanza verso richiesta di sospensione per il concorso dei precari. Fnsi-Usigrai: Commissione non entri in atti gestionali

Sospendere il concorso per la stabilizzazione dei precari Rai per verificare alcune criticità presenti nel bando. E’ la richiesta che si appresta ad avanzare a Viale Mazzini la Commissione di Vigilanza Rai, che si è riunita l’8 gennaio per esaminare una risoluzione sul tema presentata lo scorso dicembre dal capogruppo della Lega nella Bicamerale, Paolo Tiramani.

Nell’atto si chiede di rivedere il bando per il concorso pubblico finalizzato alla contrattualizzazione di 250 professionisti precari che svolgono attività giornalistica all’interno della Rai, inserendo nel ‘perimetro’ delle trasmissioni a contenuto informativo quelle trasmissioni (come Linea Verde, Linea Bianca, Linea Blu, Ulisse – Il piacere della scoperta, Superquark, Isoradio e pubblica utilità, ecc.) prodotte all’interno della Rai, come previsto nell’accordo inizialmente stipulato tra Rai, Usigrai e Fnsi, che ad oggi risultano escluse e tendendo conto, ai fini della selezione, dello storico Rai dei giornalisti delle reti, sia in termini di anni lavorativi sia riguardo alle mansioni svolte, e della ricostruzione della carriera degli aventi titolo.
A destare perplessità, in particolare, la circostanza che alcuni precari che hanno contratti con la Rai non possono partecipare al concorso, venendo esclusi a beneficio di giornalisti che hanno, invece, contratti con aziende esterne.

La sede Rai di Viale Mazzini (Foto Ansa -ALESSANDRO DI MEO)

La Commissione ha deciso di dare mandato al presidente Alberto Barachini di convocare il direttore Risorse umane e Organizzazione, Felice Ventura, per chiedere chiarimenti sul tema. L’audizione dovrebbe avvenire martedì prossimo. Il segretario della Bicamerale Michele Anzaldi (Italia Viva) ha anche proposto di convocare il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna.

La risoluzione dovrebbe essere discussa in tempi rapidi perché il 15 gennaio, a meno di rinvii, è previsto l’avvio del concorso.

Presa di posizione da parte di Fnsi e Usigrai. “In questo Paese l’unica azienda che programma 340 nuovi contratti giornalisti, che fa selezioni pubbliche e che amplia i diritti riconoscendo il “giusto contratto”, diventa strumentalmente pietra dello scandalo e deve essere bloccata”, hanno scritto le sigle in una nota congiunta. “L’Usigrai insieme con la Fnsi lotta da anni per aumentare i diritti. E insieme dopo 20 anni ottengono un accordo storico. Siamo e saremo sempre favorevoli ad ampliare i diritti. Contestare oggi, a distanza di 6 mesi dall’accordo sindacale, i criteri di selezione serve solo a bloccare tutto”.
“Per queste ennesima ingerenza dei partiti nella Rai – prosegue la nota -, a rimetterci saranno centinaia di professionisti che attendono da anni il riconoscimento dei loro diritti. È un’operazione che non possiamo permettere e che contrasteremo in ogni sede. La Vigilanza non ha alcuna competenza sulle politiche gestionali né può entrare nel merito di accordi sindacali che, come è ovvio, rappresentano una sintesi fra le posizioni dei contraenti”. “Ancora più incomprensibile – si sottolinea ancora – è che si cerchi il coinvolgimento di rappresentanti degli enti della categoria, come il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, che non sono firmatari dell’accordo sindacale né hanno alcuna competenza in materia”.

Tra i temi discussi, la Commissione di Vigilanza ha inoltre deciso di chiedere chiarimenti alla Rai sull’applicazione della risoluzione contro i conflitti di interessi di agenti e artisti. All’unanimità è stato dato mandato a Barachini di scrivere all’amministratore delegato Fabrizio Salini, che proprio in commissione aveva annunciato l’entrata in vigore di un nuovo regolamento a partire dal primo gennaio. In Vigilanza è stata illustrata anche una risoluzione sulla pubblicità dei compensi in Rai, presentata dal capogruppo di Forza Italia, Giorgio Mulè. In particolare si è discusso della remunerazione degli artisti per gli spettacoli benefici che per loro natura dovrebbero prevedere partecipazioni gratuite. La risoluzione è stata lo spunto per affrontare il tema del presunto compenso di 30 mila euro per Rula Jebreal per la partecipazione al prossimo Festival di Sanremo che Mulè e diversi altri parlamentari considerano sproporzionata e sulla quale chiedono chiarimenti alla Rai.

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