Mediaset, Cda non ammette al voto Simon. Confalonieri: forte motivazione industriale per Mfe, Vivendi punta a stallo

Il consiglio di amministrazione di Mediaset non ha ammesso al voto in assemblea la fiduciaria Simon, nella quale Vivendi ha ‘congelato’ quasi il 20% del capitale del Biscione dopo le decisioni dell’Agcom. Quindi anche per l’assise straordinaria per cambiare alcuni articoli dello statuto della costituenda holding olandese Mfe, si ripete la scelta del board di Mediaset, contestata dai francesi, basata sull’ipotesi che la scalata di Vivendi sia stata ‘illegale’. (Ansa)

Vivendi “in palese conflitto di interesse, ha il solo obiettivo di distruggere valore e non permettere a un concorrente di crescere”. Ad affermarlo Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, in apertura dell’assemblea del Biscione sul cambiamento di alcuni punti dello statuto della holding Mfein fase di costituzione.

Fedele Confalonieri (Foto ANSA/FLAVIO LO SCALZO)”Cercando di mettere in stallo la nostra società” ha “il solo intento di perseguire mire e obiettivi soggettivi a spregio della società e di tutti gli azionisti, italiani e spagnoli”, ha detto ancora il presidente della holding di Cologno. Dai tempi della scalata dei francesi del dicembre 2016 “non abbiamo mai avuto il piacere di ascoltare alcuna proposta industriale proveniente dalla loro sponda che potesse avere un minimo di concretezza, nessuna idea, progetto, ipotesi di partnership che potesse rendere l’azienda più forte e redditizia a beneficio di tutti gli azionisti”, ha aggiunto.

 

“L’obiettivo di oggi, con l’approvazione delle modifiche statutarie, è quello di proseguire con l’attuazione del nostro progetto industriale paneuropeo, nell’ottica di ritrovare quelle dimensioni che, vista la concorrenza globale, ci assicurino un ruolo competitivo nei paesi di riferimento e nell’agone europeo”, ha spiegato poi Confalonieri, nel corso del suo intervento, ricordando che l’operazione che porta alla nascita di Mfe “ha una forte motivazione industriale come hanno anche evidenziato studi di McKinsey, BcG e Pwc”.

“La costituzione di Mfe-Media For Europe rappresenta un primo step, imprescindibile e non procrastinabile, verso una potenziale più ampia integrazione pan-europea che moltiplicherà i benefici economici e di valore per tutti gli azionisti”, ha chiosato.

Immediata la replica da parte delle media company francese. “Da oltre un mese abbiamo presentato una proposta” che eviterebbe di proseguire “con il piano abusivo di Fininvest e Mediaset” di fusione con la controllata spagnola e di creazione di Mfe, il commento della responsabile dell’ufficio legale di Vivendi, Caroline Le Masne de Chermont, durante il suo intervento in assemblea, confermando il voto contrario dei francesi.
“Sia il tribunale di Madrid sia quello di Milano hanno sospeso le delibere assembleari” che hanno approvato la nascita di Mfe, ha aggiunto Le Masne de Chermont, specificando che “a quanto sembra tutte queste decisioni e opinioni non hanno impedito a Finivest di perseguire il loro piano abusivo di privare azionisti di minoranza dei loro diritti. Le decisioni di oggi non ripristinano i diritti degli azionisti di minoranza”.

“Questo abuso – ha proseguito – è compiuto ancora una volta escludendo Simon e falsando l’assemblea. Se la decisione della Commissione europea dovesse confermare la tesi espressa dall’avvocato generale questo argomento verrebbe a cadere. E’ per questo che Mediaset sta cercando di bruciare le tappe. Il Cda sta mettendo la società in una condizione di incertezza giuridica”.

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