L’edizione 2020 del ‘Grande Libro dello Sport e comunicazione’ è in edicola e in digitale con ‘Prima’

Ll’edizione 2020 del ‘Grande Libro dello sport e comunicazione’ è in edicola e su pc, tablet e smartphone allegato a  ‘Prima Comunicazione’.

Lo Sport, i campioni, i dirigenti, la politica, le passioni e la creatività dei comunicatori e dei media, in un numero speciale di 418 pagine.

Tante informazioni utili per conoscere il sistema dello sport, capirne le dinamiche economiche e studiare le migliori case history per comunicare. Ampia rassegna dei media che se ne occupano, e l’influenza sempre crescente dei social network. Ma anche interviste, storie divertenti e un po’ pettegole, che fanno capire quanta potenza in termini di coinvolgimento e di crescente peso sociale ha l’universo dello sport.
Lo sanno bene le numerose aziende e grandi gruppi che sul Grande Libro dello Sport raccontano come e perchè hanno deciso di investire per la loro comunicazione. Fastweb con il sostegno alle ‘farfalle’ della ginnastica ritmica; Intesa Sanpaolo ed Eni attente alle giovani generazioni; il calcio femminile che va fortissimo sponsorizzato da Mastercard e protagonista di TIMvision; Mini che fa engagement con le corse in pista; Sisal nel calcio, nel basket e nell’organizzazione di volontari per riqualificare impianti sportivi; Generali per le discipline più popolari che promuovono la vita salutare e l’inclusione; Msc, gigante dei trasporti marittimi, impegnata nella vela per promuovere la sostenibilita del mare.

Piu di 200 pagine dedicate alle galassia dello sport organizzata all’interno del Coni. Schede dettagliate delle 44 federazioni sportive riconosciute, quasi 4 milioni e mezzo di atleti, un milione tra dirigenti, tecnici e ufficiali di gara. Il primato, per numero di praticanti, spetta sempre al calcio, con circa un quarto dei tesserati e più di 12mila società. Seguono il tennis e la pallavolo, la preferita dalle ragazze. Tra gli sport con i maggiori margini di crescita quelli che, con i Giochi di Tokyo, entrano o tornano nel programma olimpico, come karate, baseball e softball. Ci sono anche 19 discipline sportive associate, i gruppi sportivi militari, (esercito, marina, aeronautica, carabinieri, guardia di finanza, polizia di Stato, polizia penitenziaria e vigili del fuoco) importantissimi perché almeno metà degli atleti che rappresentano l’Italia proviene dalle loro file. Senza trascurare le 19 associazioni benemerite e infine i 15 enti di promozione sportiva.

L’innamoramento per le campionesse. Le donne trionfano negli sport, con i loro corpi muscolosi, i loro sorrisi, diventano un modello liberatorio per le altre donne e testimonial per molte aziende che puntano su di loro per la propria comunicazione.

La febbre olimpica, lo sport, è un sofisticato sistema di influenza e consenso che si sviluppa in vari contesti sociali come si rileva dall’eccitazione diffusa per le Olimpiadi di Tokyo e per quelle invernali di Milano Cortina che, pur essendo fissate per il 2026, sono sentite come imminenti. Così il Libro dedica un cospicuo capitolo alla febbre che anima i Giochi, raccontando anche I luoghi dello sport, che grazie ai grandi riti sportivi sono diventati mete di attrazione turistica e di crescita economica.

Come sono i rapporti tra politica e sport dopo la riforma Giorgetti che ha ridimensionato il ruolo del Coni? Oggi i giochi sembrano chiari: il Coni liberato dal ruolo di elemosiniere dello sport, ma pur sempre al centro del sistema, la politica, nella figura del ministro Vincenzo Spadafora, che tiene stretto il pallino del potere. Da leggere la guerra, giocata molto sui media con protagonisti il presidente del Coni, Giovanni Malagò, l’ex sottosegretario allo sport il leghista Giancarlo Giorgetti, l’ex ceo e presidente di Sport e Salute, Rocco Sabelli, e Spadafora, cinquestelle, ministro del resuscitato dicastero dello Sport.

Lo sport a Montecitorio e a Palazzo Madama. Chi sono i numerosi parlamentari sportivi e quali discipline praticano? Il calcio domina e la 18esima legislatura è destinata a passare alla storia per il consolidamento di una agguerrita squadra femminile, e per l’entrata per la prima volta nella Nazionale maschile dei pentastellati Giuseppe Brescia e Angelo Tofalo.

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