Wikipedia torna online in Turchia. La Corte Costituzionale: «Il blocco violava libertà di espressione»

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Wikipedia di nuovo online in Turchia. L’enciclopedia online ha festeggiato così i suoi 19 anni: la Corte costituzionale ha deciso che l’oscuramento del sito di due anni e mezzo – voluto dall’autorità delle telecomunicazioni a causa di alcuni contenuti riguardanti il presidente Recep Tayyip Erdoğan e presunti finanziamenti al terrorismo – era illegittimo perché violava la libertà di espressione.

Internet per sconfiggere l’intolleranza. C’è anche il web tra gli strumenti indicati da Milena Santerini, la prima coordinatrice nazionale per la lotta all’antisemitismo annunciata dal premier Giuseppe Conte. «Bisogna rimuovere i contenuti di odio dal web e fermare chi li diffonde» ha dichiarato oggi in un’intervista a La Stampa.

Torino sperimenta la guida autonoma. Dipendenti e ospiti del Campus delle Nazioni Unite potranno muoversi all’interno dell’area grazie a Olli, un minibus elettrico da 8 posti e senza pilota. Dotato di sensori, lo shuttle è in grado di intercettare pedoni o ostacoli intorno al veicolo, monta sistemi radar, una videocamera ottica e due antenne Gps. Pesa oltre 2mila chili, ha una capacità di carico fino a 907 chili e un telaio interamente stampato in 3D.

Bose chiude 119 negozi fisici. La società statunitense, nei prossimi mesi, abbasserà la saracinesca degli store in Europa, Nord America, Australia e Giappone: le vendite saranno effettuate solo online.

Google vale 1 «trilione» di dollari. Alphabet, la holding di BigG, dopo giorni di attesa ieri sera è entrata nel ristretto club dei colossi Usa che valgono oltre mille miliardi di dollari, con l’azione a 1.450 dollari (+0,7696), per la capitalizzazione di 1 trilione di dollari. Il gigante guidato dal ceo Sundar Pichai si affianca così a Apple (1,38 trilioni) e Microsoft (1,28 trilioni).

Apple «compra» l’intelligenza artificiale. Con un’offerta stimata poco sotto i 200 milioni di dollari il colosso guidato da Tim Cook si è assicurato l’acquisto di Xnor, startup di Seattle specializzata in tecnologie per il machine learning, soffiandola a rivali del calibro di Amazon, Microsoft e Intel, che nei mesi scorsi avevano manifestato il loro interesse.

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