Sport, Malagò a Cozzoli: dialogo indispensabile, ma deve partire subito; decreti attuativi “sono la vera riforma dello sport”

Con Cozzoli ci sarà un rapporto “costruttivo, propositivo”, un rapporto improntato al “dialogo”, che è “indispensabile” per procedere positivamente verso un “obiettivo comune” e “sembra che ci siano tutte le premesse perchè questo avvenga”. E’ questo l’approccio con cui il numero uno del Coni, Giovanni Malagò saluta l’arrivo di Vito Cozzoli al vertice di Sport e salute, avvenuto con la nomina ufficializzata ieri dal ministro Vincenzo Spadafora. Ma il “dialogo e il confronto”, avverte il presidente del Comitato a margine di un convegno a Montecitorio, “devono iniziare da subito. Io sono assolutamente a disposizione. C’è massima, massima disponibilità per lavorare e cooperare al meglio”, ma bisogna “collaborare con la più armoniosa disponibilità e volontà”. Questione di “buon senso”, osserva, per poi aggiungere un ulteriore ingrediente: “zero personalismi”, sottolinea. L’obiettivo cui guardare sono soprattutto i decreti attuativi della riforma Giorgetti, rimasta uno schema tutto da riempire. Malagò lo dice a chiare lettere: “Finora abbiamo solo una legge. La vera riforma sono i decreti”. Dai quali si aspetta “concretezza e chiarezza, rispetto di quello che sono la realtà dei fatti. Anche gli ordinamenti internazionali, che devo dire sono chiarissimi, sono fin troppo eloquenti per tutti i soggetti oggi coinvolti in questo mondo”. “Aspettiamo questi decreti che sono indispensabili, perchè senza questo strumento normativo oggettivamente c’è una situazione particolare, per non dire complicata”.

Malagò (foto Primaonline)

Le “cinque righe della legge” insomma, “non hanno assolutamente declinato questo tipo di chiarezza, questo è sicuro” insiste Malagò, che in sala, davanti a una folta platea di addetti ai lavori, ha rivendicato le sue posizioni e le sue battaglie. “Oggi finalmente si parla di dialogo e ne sono felice” ripeterà più volte. “Quando è arrivata la legge, è successo dalla mattina alla sera – afferma -, penso che la storia del Comitato non meritasse questo”. Malagò definisce un “errore madornale” le funzioni attribuite a Sport e salute, “una società in house del Coni che non è e non può essere lo strumento giusto, è un veicolo sbagliato. Siamo completamente in effrazione della legge internazionale”. Poi il presidente del Coni, attore di un durissimo braccio di ferro con il sottosegretario della Lega, Giancarlo Giorgetti durato tutta la passata legislatura, tributa un caloroso riconoscimento al suo ex avversario. “Devo proprio ringraziare il governo precedente – afferma – per quanto ha fatto per lo sport, per la certezza finanziaria e per i meccanismi automatici, compresi anche di addendum, che ha introdotto. Tutto questo ha dato una grande tranquillità e stabilità al mondo sportivo. Ho sempre riconosciuto alla politica il pieno diritto a svolgere il suo ruolo. Quindi chapeau! per quanto è stato fatto, non accadeva fin dai tempi del dopoguerra e bisogna dire grazie. Ma ora – torna a bomba sul punto – è rimasto un problema spaventoso. E tutti gli organismi sportivi sono in stallo”.

Vito Cozzoli (Foto Lapresse)

Si guarda dunque a una sorta di “nuovo patto sociale” tra sport e politica. A cui il ministero non sembra volersi sottrarre. Lo conferma il capo dell’Ufficio per lo sport, Giuseppe Pierro, a nome del ministro, che ha sostituito all’ultimo minuto al convegno “Sport di base e riforma dello sport. Pratica amatoriale quale strumento di welfare”. “Titolo e sottotitolo del convegno sono la sintesi del portato del ministro” esordisce. Pierro ribadisce come anche la linea di Spadafora “vuole essere quella del dialogo”, ma anche che il ministro dello Sport “condivide assolutamente la ratio della riforma” cui intende dare realizzazione con i decreti attuativi. I cui testi, assicura “saranno messi a disposizione e saranno frutto di un dialogo. Dobbiamo assolutamente lavorare insieme”.

Tornando ancora sui rapporti con i vertici di Sport e salute, Malagò – che si vedrà rapidamente con Cozzoli, “è in agenda, non appena saranno conclusi gli espletamenti formali” – sottolinea che “a Palazzo H convivono entrambe le anime, se devi stare in condominio è chiaro che devi andare d’accordo, sarebbe senza senso non farlo”. E poi non perde occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, soprattutto verso l’ex presidene e ad di Sport e salute, Rocco Sabelli. “Penso che il grande errore sia avvenuto quando c’è stata la presentazione della struttura a Palazzo H, in particolare nel Salone d’onore, che è del Coni – afferma -. Sono stati invitati tutti gli organismi sportivi, senza coinvolgere il Coni. Penso che quello sia stato il primo segnale che le cose così non potevano andare”.

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