Facebook: ricavi e utenti in crescita nel quarto trimestre. E Zuckerberg annuncia l’arrivo dei pagamenti su WhatsApp

Facebook ha registrato una crescita della propria base di utenti e un aumento dei ricavi, chiudendo l’anno con un incremento rapido ma stabile nel proprio business core della pubblicità. Nello specifico i ricavi di Menlo Park sono saliti del 25% a 21,2 miliardi di dollari nel trimestre, dai 16,9 miliardi dello scorso anno, al di sopra delle attese degli analisti.

Il fatturato per il 2019, invece, ha raggiunto quota 70,7 miliardi di dollari dai 55,8 miliardi dello scorso anno. L’utile si è attestato a 7,34 miliardi di dollari nel quarto trimestre, rispetto ai risultati dell’anno precedente di 7,8 miliardi. Il colosso dei social network ha puntualizzato di aver registrato un incremento degli utenti giornalieri del 9% a 1,66 miliardi rispetto all’1,62 miliardi dello scorso trimestre. A quota 2,5 miliardi quelli mensili.

“Un ottimo trimestre e un buon fine d’anno”, ha commentato Mark Zuckerberg che nel suo intervento ha annunciato l’arrivo in diversi paesi – nei prossimi sei mesi – di WhatsApp Payments, il sistema per inviare denaro in chat “facile e veloce come l’invio di una foto” che è stato sperimentato su un milione di utenti indiani nel 2018.

Mark Zuckerberg
(Foto Ansa – EPA/MICHAEL REYNOLDS)

Nel mondo, ha spiegato Zuckerberg, circa 2,9 miliardi di persone usano ogni mese Facebook, Instagram, WhatsApp o Messenger, e che 2,3 miliardi usano almeno uno di questi servizi ogni giorno. Accanto a questi numeri “ci sono oltre 140 milioni di piccole imprese che usano i nostri servizi per crescere”.

Nel corso dell’incontro, il manager ha affrontato anche le questioni della privacy e delle interferenze elettorali, ribadendo la richiesta di “regole chiare” per il settore.
In tema di elezioni, “siamo molto concentrati sull’integrità elettorale”, ha assicurato Zuckerberg, che si è detto “orgoglioso dei progressi fatti per prevenire le interferenze straniere”. Nel 2016, anno della vittoria di Donald Trump, “eravamo rimasti indietro, ma dopo aver lavorato per proteggere le elezioni in paesi di tutto il mondo, dall’Ue all’India, dal Messico al voto di metà mandato in Usa, pensiamo che i nostri sistemi siano ora più avanzati di qualsiasi altra azienda, e spesso avvisiamo le forze dell’ordine e l’intelligence in merito alle minacce che identifichiamo”.

Sulla tutela delle informazioni personali, Zuckerberg ha ribadito l’impegno a “costruire audit e controlli sulla privacy che stabiliranno un nuovo standard per il nostro settore, andando oltre ciò che oggi è richiesto dalla legge”. Un progetto su cui – ha aggiunto – sono al lavoro “più di 1000 ingegneri”.
“Ci vorrà del tempo, ma nel prossimo decennio voglio costruire una reputazione sulla privacy che sia forte quanto la nostra reputazione nella realizzazione di servizi buoni e stabili”. “Quando si tratta di problemi sociali di tale importanza – ha evidenziato Zuckerberg – non penso che le società private dovrebbero prendere così tante decisioni importanti da sole. Non credo che ogni servizio debba decidere individualmente quali contenuti o pubblicità sono ammessi durante le elezioni o quali contenuti siano dannosi. Ecco perché – ha ribadito – ho chiesto una regolamentazione più chiara per il nostro settore”.

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