Web Tax, Ocse: soluzione entro anno. Ma restano timori per le richieste Usa

“Numerosi Paesi” tra i 137 che negoziano attualmente un accordo per il raggiungimento di una web tax internazionale al livello Ocse esprimono timori per le esigenze degli Stati Uniti in materia, ribadendo il loro impegno a trovare una soluzione entro fine anno. Lo ha comunicato in una nota l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, al termine di una riunione a Parigi.

cco (Foto di Jonny Lindner da Pixabay)

I partecipanti hanno sottolineano, in particolare, che “numerosi Paesi” hanno espresso “preoccupazione” rispetto all’intenzione di Washington di introdurre nell’accordo una condizione, al momento non completamente definita, ma che potrebbe consentire ai Gafa (Google, Amazon, Facebook et Apple) di scegliere se sottoporsi o meno alla nuova tassa.

Plauso alle dichiarazioni da parte del commissario agli affari economici, Paolo Gentiloni. “C’è stato reale progresso verso una riforma complessiva della tassazione delle imprese a livello internazionale”, ha affermato, ritenendo “particolarmente importante l’appoggio ad un approccio unico” sulla web tax, cioè il primo pilastro della trattativa Ocse sulla tassazione.
Gentiloni ha spiegato che l’Ue sostiene l’approccio a due pilastri (il secondo è l’aliquota minima per la tassazione delle imprese), e ha auspicato che si trovi una soluzione condivisa su entrambi i pilastri “entro fine anno”.

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