Il Tg2 spaccato pro e contro Sangiuliano. Assemblea infuocata, insulti al segretario Usigrai

Una redazione spaccata a metà, insulti contro redattrici, toni aggressivi fino a quasi ad arrivare alle mani contro il segretario Usigrai, un’assemblea durata otto ore e un documento bocciato nonostante fosse frutto di mediazioni. E’ il brutto quadro del clima “irrespirabile” al Tg2, tra i fan della linea sovranistadel direttore Gennaro Sangiuliano e chi la critica in un’ottica più neutrale del servizio pubblico.
Il tema ineludibile per tutti, però, è il calo di ascolti. Nel confronto tra il 2018 e il 2019, secondo i dati Rai, il Tg2 perde 0,9% nell’edizione delle 13 (al 14% di share) e 0,6% alle 20,30 (7,1%), il che equivale a uno spettatore su dieci e circa 200-300mila persone, pubblico fidelizzato che cambia canale.

(Foto ANSA/FRANCESCA BALDI)

Proprio sulla diversa lettura della perdita si è acceso lo scontro nell’assemblea di giovedì, per valutare un calo finora negato, da parte di chi è più vicino al direttore, e ora giustificato con un “nessuno guarda più la televisione” o dando la colpa al traino della rete. Per gli oppositori invece è da rivedere la linea editoriale, ritrovando “l’orgoglio da servizio pubblico, né di destra, né di sinistra”, e non schierando in prima linea il tg sul fronte sovranista, cosa che ha significato in più occasioni doversi scusare o leggere delle rettifiche.
Come nel caso del titolo ‘Salvini citofona a uno spacciatore tunisino’. Parole a rischio querela, che hanno richiesto ben due rettifiche, in cui si diceva che “abbiamo parlato erroneamente di un presunto spacciatore”, con la toppa peggiore del buco visto che si trattava di un cittadino non indagato, e infine la rettifica corretta alle 20,30. Oppure, hanno contestato alcuni, “si è vista nel tg più la faccia di Carletti, il sindaco di Bibbiano, che quella di Igor” l’assassino seriale.

Nel corso dell’assemblea i toni si sono accesi, una trentina sono stati gli interventi, tra insulti e urla anche nei confronti del segretario Usigrai. A una giovane conduttrice delle 20,30, che lamentava lo sbilanciamento, è stato detto papale papale “se non ti sta bene questa linea te ne vai”.

In questo clima è stata buttata giù la bozza di un documento, limata di fino. Persino svuotata, per la parte di redazione che chiede più imparzialità, non abbastanza per i ‘sangiulianos’ che, chiamati al voto, hanno bocciato il testo in cui si chiedeva un confronto di idee nella riunione di redazione, la valorizzazione e il rispetto delle professionalità, un incontro con il direttore di RaiDue Ludovico Di Meo per il ritorno dell’edizione notturna. Finita nel cestino anche la condanna, da parte del Cdr, del “linguaggio offensivo usato da un collega”.
Nulla di fatto, insomma. Il Cdr dovrebbe far uscire un comunicato di condanna per quanto accaduto ieri. Anche la rappresentanza sindacale ha i suoi problemi: nel maggio scorso si erano dimessi due membri e ad agosto il nuovo Cdr si è spaccato producendo due diversi comunicati, in tema, la libertà di stampa.

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