Sanremo al via. Marano (Rai Pubblicità): supereremo raccolta 2019. Coletta (Rai1): puntiamo a share significativo

“Domani comincia il nostro SuperBowl”. Antonio Marano, presidente di Rai Pubblicità, ha scelto il paragone con il super evento sportivo americano per dare un’idea del valore che ha il Festival  di Sanremo, giunto alla sua settantesima edizione, al via domani.

“E’ una splendida esperienza che ha fatto collimare e messo insieme tutti i valori Rai”, ha detto il manager, che ha voluto sottolineare lo sforzo portato avanti dal servizio pubblico per trasformare la manifestazione in un “evento collettivo, ampliato e crosmediale”, coinvolgendo più zone della città, ad esempio con il progetto ‘Tra Palco e Città’. E’ un’evoluzione “quasi dovuta, fare in modo che non fosse solo un evento televisivo”, ha spiegato, “è l’evoluzione del piano industriale in Rai”.
Un coinvolgimento che ha riguardato anche gli sponsor. “Abbiamo trovato partner importanti, in primis Tim, poi Nutella e Suzuki e altri, che non hanno partecipato solo con una logica di visibilità ma di modello integrativo”, ha specificato Marano.

La Conferenza stampa di Sanremo. Da sinistra, si riconoscono: Fiorello, Stefano Coletta, Amadeus, Antonio marano (Foto Gian Mattia D’Alberto – LaPresse)

Al momento bocche cucite sulla raccolta pubblicitaria. “Sabato daremo i risultati finali, ma posso anticipare una certezza. L’anno scorso la raccolta pubblicitaria riuscì a centrare un grande risultato, superare i 31 milioni di euro. Partiamo da quella base e domenica avrete un dato certamente migliore di questo”, ha assicurato il presidente di Rai Pubblicità.

Quanto ai costi, “siamo in linea con l’anno scorso, grazie al grande lavoro di allargare il perimetro della raccolta che ha permesso una valorizzazione economica e commerciale senza aumentare l’affollamento pubblicitario”, ha chiosato.
“Siamo nel perimetro delle ultime edizioni del festival e ci auguriamo di andare a  a consuntivo con una quota di risparmio”, ha detto intervenendo sul tema conti Stefano Coletta, direttore di Rai1, rispondendo in conferenza stampa a una domanda sui compensi del festival di Sanremo 2020,approdato una manciata di giorni fa alla guida della rete ammiraglia al posto di Teresa De Santis, che ha sottolineato il lavoro portato avanti “con il vicedirettore Fasulo e l’ufficio Risorse”, per “procedere con razionalità nell’assegnazione dei compensi”.

Amadeus con Stefano Coletta (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Parlando più in generale della manifestazione, Coletta ha detto: “Sarà un festival che mette insieme tanti elementi, quello artistico, quello storico e anche quello umano. Sarà un festival dei legami stretti”. “Ci saranno performance simboliche di grandi riunioni, che contengono un codice di rivoluzione umana. Vi sorprenderà pur in una grammatica molto chiara che non sporcherà mai la gara. Ripercorrere 70 anni di festival è anche l’occasione per ammirare la grande squadra Rai”, ha aggiunto.
Per quanto riguarda gli ascolti, secondo Coletta “non ci sarà la possibilità, domani sera, di una comparazione netta con lo scorso anno perché nella prima serata si esibiranno 12 dei 24 Campioni in gara, e gli altri 12 la sera successiva”. Con questa formula differente dall’edizione del 2019, ha rimarcato, “non avremo subito possibilità di un bilancio”. “Ci auguriamo di avere share non voglio dire più alto dello scorso anno,  ma significativo”.

Durante la conferenza stampa, durante la quale ha fatto irruzione anche Fiorello, Amadeus, conduttore e direttore artistico della kermesse, non ha nascosta la sua emozione. “Questo Sanremo deve essere un intreccio di emozioni che appartengono alla storia dei 69 anni del festival, al presente e possibilmente al futuro”.
Inevitabile un riferimento alle polemiche che hanno accompagnato queste settimane di vigilia. “Fanno parte del festival”, ha detto il conduttore, che ha definito il Festival la “vetrina più importante in Italia e forse in Europa” per lanciare messaggi su temi sensibili come il femminicidio e la violenza, “che sono cose che ogni giorno dobbiamo combattere”.

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