«Nel 2020 i giornali elimineranno gli articoli». La profezia di Quartz: spazio a formati più dinamici e lettori al centro

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«Sarà l’anno in cui elimineremo gli articoli di notizie». A dirlo è Emily Withrow, la direttrice ricerca e sviluppo della app Quartz nella ricerca della fondazione per il giornalismo Nieman Lab di Harvard oggi su La Stampa. «Quest’anno ritireremo l’articolo come elemento predefinito del giornalismo. Ha funzionato per un bel po’, ma ormai è una reliquia della distribuzione, dell’audience e dei modelli di introiti che non funzionano più come prima» ha detto. Secondo la direttrice, le organizzazioni giornalistiche più lungimiranti da quest’anno scarteranno gli articoli a favore di «formati più dinamici che mettano l’individuo al centro della storia e del prodotto giornalistico».

Goldman e Amazon studiano un piano di prestiti per piccole e medie imprese. Le trattative, secondo il Financial Times, sarebbero a uno stadio avanzato. La banca di New York sta lavorando a una tecnologia che consentirà di offrire prestiti alle Pmi che vendono attraverso il popolare sito di e-commerce.

Ricerca, fondi dimezzati in vent’anni. Lo riporta il Sole 24 Ore oggi in edicola. I fondi stanziati nel 1998 ammontavano a 158,9 milioni per 32 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, vent’anni dopo quel numero è rimasto uguale ma i “super ospedali” sono quasi raddoppiati (51 nel 2018). E così il finanziamento medio per singolo Irccs si è praticamente dimezzato. L’Italia investe in ricerca l’1,3% del proprio Pil (contro il 2% della media Ue), a fronte di una comunità scientifica che produce il 5% dei lavori mondiali.

Stephen King abbandona Facebook. Lo scrittore ha deciso di cancellare il proprio profilo dal social network di Mark Zuckerberg: «Non mi sento a mio agio con il flusso di informazioni false che sono consentite nella propaganda politica e non mi fido della capacità di Facebook di proteggere la privacy degli utenti» ha twittato.

Pensiero critico contro le fake news. I dati dicono che solo un quindicenne su venti sa distinguere tra fatti e opinioni quando legge un testo a lui non familiare. Anche per questo l’università corre ai ripari. L’ateneo di Bologna ha deliberato l’avvio di due corsi in Criticak Thinking e in Dialogical Literacy. Il motivo? Abituare gli studenti ad argomentare servendosi di buone ragioni e a confrontarsi senza attaccare l’avversario sul piano personale.

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