Effetto Coronavirus sulla Milano Fashion Week. Sfilate e backstage via web per i cinesi

Effetto Coronavirus anche sul fashion system. Sono almeno un migliaio i compratori, giornalisti e addetti del settore cinesi che non potranno essere presenti, almeno fisicamente, alla settimana della moda di Milano (Moda Donna Autunno/Inverno 2021), in programma dal 18 al 24 febbraio prossimi. Per loro Camera della Moda ha lanciato ‘China we are with you’, una campagna per permettere loro attraverso la tecnologia di assistere a tutte le sfilate, di vedere interviste, backstage e anche interagire.
“Siamo i primi a farlo”, ha spiegato il presidente dell’associazione Carlo Capasa, “ma è una iniziativa aperta ad altre settimane della moda e ad altre manifestazioni”.

Secondo le stime, l’impatto del coronavirus “sull’economia e sul mercato della moda è attualmente sconosciuto” e “rende incerte le previsioni per il primo semestre 2020”. Comunque, ha spiegato Capasa, “il realizzarsi di uno scenario ‘intermedio’ determinerebbe una contrazione del fatturato dell’industria moda tra -1,5% e 2,5% rispetto al primi semestre 2019 causata da una contrazione dell’export fra -0,5% e -1%”.

Carlo Capasa (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Nel caso della Sars “le esportazioni italiane di moda verso la Cina erano diminuite del 20% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Riportando questo calo percentuale al primo trimestre 2020, la perdita in tre mesi sarebbe prossima a cento milioni, espandendo l’effetto a un semestre si arriverebbe a circa 230 milioni di euro”. Un cambio brusco rispetto all’andamento del 2019 che, ha sottolineato Capasa, è andato meglio del previsto con un fatturato di circa 90 miliardi e una crescita del solo export del 6% (Cina +5,6%). “Tutto lasciava sperare in una crescita al 3%” ha osservato, ma quanto accaduto in Cina ha cambiato le cose. “Una perdita dell’1,8% nel trimestre – ha aggiunto – è tanta roba”.

“Contiamo – ha aggiunto poi – che sia un effetto temporaneo e già nella seconda metà dell’anno ci sia una ripresa della Cina”. Si tratta infatti, ha concluso, di una “situazione legata solo a quanto accade nel Far East”.

La Cina sarà presente comunque sulle passerelle: la settimana sarà aperta dalla sfilata di uno stilista cinese. Si tratta, ha spiegato Capasa, di uno degli otto stilisti che la Camera ha deciso di ospitare nel proprio fashion hub e che ha la propria attività fra Stati Uniti ed Europa. Gli altri stilisti cinesi dell’hub, saranno presenti in collegamento. Tre i marchi cinesi che invece non potranno sfilare perché, con le fabbriche chiuse, non hanno potuto completare le collezioni, fra questi Angel Chen.

In totale nella settimana sono in programma 56 le sfilate, con 96 presentazioni, 2 presentazioni su appuntamento e 34 eventi in calendario di cui 7 culturali, per un totale di 188 appuntamenti. “I grandi brand stanno ruotando per mantenere la settima il più viva possibile e li ringrazio di questo”.
Fra gli appuntamenti in programma anche la mostra ‘Memos. A proposito della moda in questo Millenio’ che prende ispirazioni dalle Lezioni americane di Italo Calvino, e che dopo l’esposizione al museo Poldi Pezzoli si spera possa andare anche a Dubai e in Cina. “Come moda – ha concluso Capasa – vogliamo dare il messaggio che costruiamo ponti e non costruiamo muri”.

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