Sanremo, protesta in Vigilanza contro Junior Cally. Non passa la richiesta di rendere noti i compensi di natura artistica

I testi ‘hard’ delle canzoni di Junior Cally, il rapper che salirà sul palco dell’Ariston per la 70esima
edizione del Festival di Sanremo, sono stati declamati oggi dai commissari nel corso di una plenaria della Commissione di Vigilanza che ha votato la risoluzione del deputato di Fi, Giorgio Mulè per rendere noti anche i compensi di natura artistica, che non è passata.

 

La seduta, finita poco fa, ha visto riecheggiare nell’aula di Palazzo San Macuto i testi di uno dei brani del rapper, ‘Si chiama gioia’ (che non è quella in gara al Festival), declamati da deputati e senatori.
Il senatore di Fi, Maurizio Gasparri, dopo avere elencato i passaggi più ‘volgari’ del testo, si è chiesto se per “la Rai par condicio significhi mettere insieme la Jebreal e Cally”?

Anche il deputato di Fdi, Federico Mollicone, dopo avere letto alcuni passaggi della canzone di Cally, ha parlato di “parole inaccettabil” e ha definito “assurdo il fatto che Cally sia in gara all’Ariston”. A
leggere i testi del rapper e a commentarli negativamente ci sono stati anche la deputata di Fdi, Daniela Santanché, la senatrice di FiBp-Udc,Maria Alessandra Gallone e la senatrice della Lega, Simona Pergreffi.(AdnKronos)

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