Sport, Spadafora: onorerò la riforma e sono pronto a un confronto. Entro febbraio pronti decreti attuativi

La riforma dello sport avviata dal precedente governo è “estremamente importante, va nella direzione giusta”, ed è piena la volontà del ministro di onorarla. I decreti attuativi della delega saranno pronti entro febbraio, “massimo inizio di marzo”, a quel punto scatterà la fase del “confronto, con tutti gli interlocutori” sia a livello sportivo – in ogni suo grado -, che politico e parlamentare. All’insegna della trasparenza e della condivisione. Ma senza “risollecitare battaglie che hanno condizionato negativamente il mondo dello sport e che il mondo dello sport non merita”. E con una promessa, che suona più come un monito, da parte del ministro: “Sarò scevro da ogni condizionamento”. Anche da parte dei partiti, che il ministro auspica restino “non solo nelle parole ma anche nei fatti fuori da questo sistema che io difendo nella sua autonomia”.

Vincenzo Spadafora

Vincenzo Spadafora

Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, ha messo le carte in tavola senza giri di parole, e la presentazione delle sue linee programmatiche alle Camere, oggi a Montecitorio, più che dettagliare l’operato ed i progetti in agenda, ha dato chiaro il segno metodologico a cui intende attenersi. Suonato come una chiamata di avviso verso tutti i contendenti in campo, Malagò in testa, anche se il suo nome non è mai stato pronunciato. Perchè l’obiettivo cui si guarda, ha sottolineato, è quello di “mettere ordine, nel rispetto dei ruoli di ognuno. Credo che quando terminerà questa azione, tutto si potrà dire tranne che l’azione sia orientata a favorire persone, mentre sarà orientata a favorire la governance dello sport”.

L’intervento di Spadafora è iniziato con il riconoscimento forte dell’importanza della riforma e della creazione di Sport e salute, il cui compito precipuo, oltre a quello di gestire “i servizi al Coni, sarà quello di attuare le direttive politiche” che giungono dal ministero (in particolare “in campo sociale, sul territorio, nelle aree disagiate”). Meglio ancora, le direttive “che rivendico come necessarie, al di là della mia persona”, perchè uno dei meriti fondamentali della riforma è quello di aver riportato allo Stato funzioni che per 70 anni “sono state delegate, per sua colpa, ad altri soggetti”, si tratta di un “riequilibrio che va auspicato”. Poi c’è il Coni, che si occupa di sport ad alti livelli, e che per “la sua attività specifica deve avere massima autonomia, anche nel rispetto delle regole poste dal Cio”. Una riassegnazione di responsabilità non semplice “in un mondo che ho trovato in estrema fibrillazione, per l’accentrarsi di tutta una serie di personalismi. Ho trovato grande conflitto tra Coni e Sport e Salute, tra Coni e alcune Federazioni, tra alcune Federazioni e Sport e Salute…” ha ricordato il ministro. “Ora il metodo che intendo perseguire è quello di mettere tutti i soggetti intorno a un tavolo, per definire una strategia comune. Disegnare insieme a tutti i soggetti una strategia, con una visione del Paese coerente con gli obiettivi che vogliamo”, in primis quello di restituire allo sport un ruolo sociale di primaria importanza. Un’agenda che negli intenti del ministro non deve riguardare solo lo spazio di mesi, ma che “guardi con le sue linee di intervento ai prossimi 10-20 anni”. Per questo Spadafora chiede anche di implementare l’Ufficio dello sport, che oggi può contare su una ventina di persone ed è “sottodotato per lo sviluppo delle sue funzioni”.

Ma i primi passi iniziano con i decreti delegati, che saranno pronti entro la fine del mese. Sono state invece completate le graduatorie del bando Sport e periferie 2019 per nuovi impianti e riqualificazione di quelli esistenti, con cui si assegnano 74 milioni di euro per 274 impianti e 25 comuni coinvolti. Ma soprattutto, grazie ad un’opera di recupero di fondi non assegnati in una serie di progetti, si sta già lavorando al prossimo bando di Sport e salute, che raddoppierà la sua consistenza a 150 milioni e che riguarderà anche progetti di gestione degli impianti. Per i comuni, specie i piccoli, che non sono in grado di presentare progetti tecnici sarà messa inoltre a disposizione, gratuitamente, una struttura apposita. A fine marzo poi sarà pubblicato il censimento, durato 3 anni, di tutti gli impianti esistenti sul territorio nazionale, uno strumento utile anche per “orientare meglio gli investimenti”, che mirano in primo luogo alla “riqualificazione dei territori”. Nel 2020 prendono il via anche il fondo per il sostegno e potenziamento dello sport (per 15 mln complessivi) e in favore delle società dilettantistiche (10,188 mln).

Sul fronte dello sport ad alto livello, Spadafora ricorda quindi la legge olimpica, che è in arrivo, “che abbiamo proposto trasparente, e che preveda il massimo rispetto delle comunità e dell’ambiente”. “Sostenibilità, efficienza, controllo dei costi” le altre parole d’ordine.

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