Primarie Usa, la tecnologia mette in crisi i Democratici. Spoglio a rilento, testa a testa Buttigieg-Sanders

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Minaccia via social, ora dovrà fare volontariato. Dovrà svolgere quattrocento ore di lavoro socialmente utile, l’equivalente di 50 giornate trascorse in ufficio, per aver scritto su Facebook frasi diffamatorie aggravate dell’odio razziale. Lo riporta oggi Il Resto del Carlino, descrivendo il caso di un 46enne di Modena indagato per razzismo via social e ora condannato a 400 ore di volontariato per aver indirizzato a un 50enne di etnia sinti frasi che facevano riferimento a campi di concentramento e incendi.

Instagram vale un terzo dei ricavi di Facebook. Nel 2019, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, il social fotografico avrebbe portato nelle casse della società 20 miliardi di dollari. Intanto Google ha reso noto per la prima volta i ricavi di Youtube: 15,1 miliardi in pubblicità nel 2019, raddoppiati in due anni.

Primarie USA, un’app mette in crisi i Democratici. I caucus (il metodo di spartizione dei delegati che sceglieranno il candidato dem alla presidenza) dello stato dell’Iowa sono terminati più di 24 ore fa, ma i risultati ufficiali ancora non sono arrivati. A mettere in crisi il Partito Democratico statunitense, la nuova app di raccolta dei dati, mai testata prima dell’apertura del voto. Esclusa la pista hackeraggio, solo dopo un giorno di attesa sono iniziati ad arrivare i primi dati: quando la copertura è del 71%, Pete Buttigieg è in testa con il 26,8%, seguito da Bernie Sanders (25,2%) ed Elizabeth Warren (18,4%).

Shopping in stato di ebbrezza. La rivista american The Hustle, in un’indagine condotta su 2.174 adulti consumatori d’alcol tra i propri lettori, ha trovato che il 79% dei bevitori aveva fatto almeno un acquisto online «in stato d’ebbrezza», con una spesa media annua pro capite di 444 dollari. Il risponditore medio aveva 36 anni, un reddito medio annuo di 92 mila dollari (83 mila euro, il doppio del medio americano) ed era al 53% maschile e al 47% femminile.

Sanremo, 52,2% di share nella prima serata. Il 70° Festival della canzone italiana ha debuttato con una media di 10 milioni e 58 mila spettatori. Un risultato percentuale (52,2%) che migliora quello dello scorso anno, quando la kermesse aveva fatto registrare una media del 49,5%. Quella centrata da Amadeus, Fiorello, Diletta Leotta e Rula Jebreal è la media più alta dal 2005: in quell’anno, la prima serata con Paolo Bonolis aveva ottenuto il 54,1%.

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