Bbc: il governo Johnson mette in discussione il canone. E apre alla sua abolizione nel 2027

Il governo Tory di Boris Johnson avvia la discussione sulla possibile depenalizzazione del canone alla Bbc, iniziativa controversa che le voci critiche denunciano come un tentativo di azzoppare l’emittente pubblica a favore di editori privati considerati più ‘amici’. Mentre non esclude di poterlo addirittura abolire del tutto nel 2027.

Affrontando oggi la questione in un intervento pubblico a Londra, la ministra della Cultura e dei Media, Nicky Morgan, ha negato qualunque intento “punitivo” contro la Bbc, che nel 2022 compirà 100 anni, elogiandone anzi la credibilità sul fronte dell’informazione e il ruolo prezioso di “istituzione rispettata” nel Paese come nel mondo. Tuttavia ha insistito che l’evasione del canone, infrazione amministrativa, non può essere considerata più un reato. Dicendo inoltre di voler tenere la porta “aperta” sull’ipotesi (meno ravvicinata) dell’abolizione.

Nicky Morgan (Foto Ansa – EPA/ANDY RAIN)

“La Bbc deve restare generalista” e non inseguire il modello ultra commerciale dei suoi concorrenti, ma l’attuale meccanismo di finanziamento “è datato” e ne garantisce l’esistenza ai livelli attuali soltanto “nel breve termine”, ha affermato Morgan. Pur non senza difendere l’idea che la sua indipendenza vada preservata e che “politicizzarla sarebbe una catastrofe”.

Parole che non tranquillizzano né il Labour o gli altri partiti d’opposizione, né i veterani dell’azienda.
E se il direttore generale Tony Hall, che di recente ha annunciato le sue dimissioni, ha taciuto, il suo predecessore,John Birt, ha evocato il rischio che quello dei governanti conservatori venga interpretato come “un attacco alla Bbc”: istituzione “imperfetta come tutte – ha detto – ma senza eguali” per il Regno, la democrazia, il servizio pubblico, la libera informazione.

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