Creatività e tecnologia, dati e passione: il nuovo modello di agenzia secondo Connexia (che nel 2019 è cresciuta del 38%)

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“Nel 2019 i nostri ricavi sono aumentati del 38%, per crescita organica e per l’arrivo di Andrea Redaelli e degli amici di Ragooo (la digital agency acquista al 100% in aprile: ndr). Quest’anno prevediamo una crescita ancora a doppia cifra. Non giochiamo con la finanza per raggiungere questi risultati, semplicemente abbiamo voglia di lavorare”. Marina Salamon, presidente e azionista di maggioranza di Connexia ha aperto con queste parole l’incontro, organizzato il 5 febbraio presso la sede della società, in via Panizza a Milano, per presentare la nuova immagine e la nuova strategia dell’agenzia.

Il management di Connexia. Da sinistra: Massimiliano Trisolino, managing partner strategy & creativity, Letizia Giottoli, chief operating officer, Marina Salamon, presidente di Connexia e di Bva Doxa, Paolo D’Ammassa, ceo e founding partner Connexia, Andrea Redaelli, managing partner digital media, e Stefano Ardito, chief growth officer

“Il mondo delle agenzie di comunicazione è cambiato enormemente negli ultimi cinque anni e noi per primi siamo cambiati”, ha detto Paolo D’Ammassa, ceo e socio fondatore di Connexia. “L’anno scorso c’è stata un’accelerazione con l’integrazione al nostro interno delle competenze digital di Ragooo. Oggi, per usare una metafora calcistica stiamo giocando in Serie A e qualche volta vinciamo anche qualche partita in Champions League”. Il riferimento è ai nuovi clienti acquisiti: tra gli ultimi spiccano Yamaha Motor Europe per l’attività social nel continente e la Regione Puglia per la comunicazione istituzionale e gli eventi.

Nuovo logo Connexia

 

Quello delineato da D’Ammassa è un nuovo modello di agenzia che integra i dati, la creatività, i media e la passione; concetti espressi nel nuovo logo dell’azienda da quattro figure geometriche – rispettivamente il triangolo, il cerchi, l’apice e il cuore – racchiuse in una cornice quadrata, che simboleggia la concretezza e l’unione. Una filosofia riassunta efficacemente nel nuovo claim: ‘Creativity in Love with Data and Technology’.

“Oggi siamo in 140 e tra noi ci sono tanti millennial e anche i primi rappresentanti della generazione Z, persone felici e motivate”, ha proseguito D’Ammassa. “Il nostro è un nuovo modello di agenzia senza silos ma con tanta collaborazione; l’opposto dell’agenzia di ‘Mad Man’, la famosa serie tv sul mondo della pubblicità a New York negli anni ’60, quando decideva tutto il direttore creativo. Oggi i progetti nascono dalla collaborazione di tante competenze diverse”.

Concetto ribadito da Massimiliano Trisolino, managing partner strategy & creativity di Connexia: “La commistione delle competenze è la prassi per noi già da tre o quattro anni. Il nostro punto di partenza è il ‘Love’ del nostro claim: dare la possibilità alle persone di esprimersi; lavorare assieme e ascoltare il parere di tutti per noi è fondamentale”.

Connexia sta anche cercando di cambiare il rapporto tra agenzia e cliente. “Questo rapporto è rimasto sempre lo stesso negli ultimi 50 anni; noi stiamo facendo disruption”, afferma D’Ammassa. “Un esempio sono i workshop basati sul metodo ‘agile’, che mette al primo piano la collaborazione con il cliente; ci chiudiamo in una stanza per un giorno con le figure chiave dell’azienda e dell’agenzia e a fine giornata si definiscono le linee strategiche condivise”.

Riccardo Catagnano, creative director & head of branded content

Una impostazione che si riflette anche nella creatività, come spiega Ricardo Catagnano, creative director & head of branded content di Connexia: “La parola chiave è ‘apertura’, intesa come apertura al cambiamento sia verso l’interno, sia verso l’esterno. La creatività diventa co-creazione con il cliente”.

Italo Marconi, chief innovation officer

Fondamentale oggi, oltre alla creatività, è l’apporto della tecnologia. Connexia è stata una delle prime agenzie a istituire al suo interno la funzione del chief innovation officer, incarico che dal luglio 2017 è svolto da Italo Marconi. Il suo mantra è il concetto di open innovation: “Tutte le persone in azienda, con le loro competenze e la loro professionalità devono suonare assieme come in una jam session”, dice. “In questo modo si sviluppano nuovi metodi di lavoro, che danno risultati prima impensati. Per esempio un progetto può diventare un prodotto/servizio. È quanto abbiamo fatto con ING: abbiamo creato la prima piattaforma integrata di monitoraggio di tutti gli indicatori della comunicazione”.

Marco Cilia, data solution director

Innovazione significa anche analisi dei dati. “Il media funziona meglio se sappiamo analizzare i dati, ma anche la creatività si giova dei dati, in primo luogo nella definizione della strategia”, afferma Marco Cilia, data solution director di Connexia. “Con i dati guidiamo le passioni e le idee affinché non vadano fuori strada”. Un esempio di come i dati influiscono sulla creatività lo offre la campagna realizzata da Connexia per il panettone Motta. “Il cliente ci ha fornito come base di lavoro una ricerca sul concetto di Natale che ci sembrava datata”, racconta D’Ammassa.”Ne abbiamo realizzata una nuova con l’aiuto di BVA Doxa, analizzando i dati della search, le parole cercate sui motori di ricerca in relazione al Natale. Ne è risultato un quadro del tutto diverso. Attraverso i nuovi dati abbiamo ridefinito il modello di attribuzione e gestito poi la pianificazione”.

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